1. DA SIGNORA MATURA INSOSPETTABILE A TROIA SOTTOMESSA (10)


    Data: 09/09/2017, Categorie: Etero, Orge, Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    DA SIGNORA MATURA INSOSPETTABILE A TROIA SOTTOMESSA (10)La mattina dopo in pratica non mi alzai dal letto, dissi alla colf che veniva per mezza giornata che non stavo troppo bene, anzi la mandai a acquistare qualche cosa da mangiare e poi in pratica setti a letto tutto il giorno. Avevo le tette doloranti, i capezzoli poi non riuscivo a sfiorarli, solo il contatto con la camiciola da camera mi faceva sobbalzare, il culo era sensibilissimo, infiammato, non riuscivo a sedermi su una sedia senza provar delle fitte all’ano, avevo in continuazione, davanti a gli occhi il film di cosa avevo vissuto la sera prima, le torture con quei ganci e pesi messi ai capezzoli, che avevo tenuto per parecchie ore, poi tutto quello che mi avevano fatto passare dentro il culo, ricordo che ad un certo punto, mentre avevo una mano, quella del dottor Stefano infilata nel culo, senza rendermene conto, avevo cominciato a pisciarmi sotto, facendoli ridere umiliandomi ancor di più, poi Mario mi aveva detto, che la mano dentro comprimendo la vescica era abbastanza naturale che mi facesse pisciare. Tutto quel rimuginare, anche se mi faceva andar in confusione, facendomi aver attacchi di vergogna, pensando a come mi ero ridotta davanti a gli occhi dei due uomini, da un altro punto di vista mi eccitava, sentivo in continuazione, pensando al tutto, il cavallo dei miei slip umidi di piacere, così che nel tardo pomeriggio, infilai infine, continuando a ricordare quello che avevo subito, una mano tra le cosce, ...
    cominciai a masturbarmi con lentezza, facendomi durare e sviluppare, le fantasie più oscene, fino a che, in preda ad un crescente impeto di voglia, mi presi con due dita un capezzolo stringendolo, il dolore fu immediato, erano ancora gonfi e lunghi, dopo il trattamento subito neanche 24 ore prima, però fu come una lama, che dal capezzolo mi arrivava al cervello per poi tornare a spandersi in tutto il corpo fino al mio inguine e l’esplosione dell’orgasmo divenne incontenibile, con me che mi agitavo da una parte all’altra nel letto, strizzando e tirando con forza il capezzolo, godendo del dolore che mi procuravo, restando poi boccheggiante, senza fiato, con la mente annebbiata, di traverso sul letto. Mario mi chiamò solo giovedì, mi aveva voluto dare il tempo di riprendermi un poco, ci vedemmo nel tardo pomeriggio, mi face i complimenti per lunedì, poi mi prese, ma quasi mi sembrava timoroso di farmi del male, allora io, mentre gli ero salita sopra, a cavallo, col suo bel cazzone dentro la figa, gli presi le mani, e gliele guidai sopra le mie tette, mi guardò ne gli occhi, gli sorrisi ed a quel punto lui cominciò a stringere le tette ed a tirarmi i capezzoli, ancora doloranti, emisi un gemito, Mario parve quasi fermarsi, a mezza voce gli dissi “ noohh, non ti fermare, stringi, non star a sentire i miei lamenti…..” a quel punto perse ogni inibizione, strinse, poi torse i capezzoli, alzo il capo, se ne avvicinò uno alle labbra e lo strinse tra i denti, facendomi sentir un dolore ...
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