1. La schiava di tutti


    Data: 09/09/2017, Categorie: Etero, Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Finalmente libera. Credevo. Invece la mia è una condanna a vita. Ora lo so. Lo so che manco da tanto, che forse chi mi legge si chiede chi sia... beh c'è tanto di chi ero nei primi racconti che avevo postato qui, poi tutto è cambiato. Ero talmente ingenua da pensare che uno come lui potesse essere interessato davvero a me. Pensavo che le cose che mi faceva fare fossero il segno della mia appartenenza a lui. Sua, completamente. La sua concubina, la sua geisha, la sua schiava. Se penso alle cose che mi ha fatto... che mi ha fatto fare... Negli ultimi tre anni avrò indossato la biancheria intima sì e no per 5 giorni al mese. Quei giorni, in cui grazie al cielo era abbastanza ragionevole da lasciarmelo fare. Il conto è semplice 180 giorni su 1100. Otto giorni su dieci ero nuda sotto solo perché lui voleva così, solo perché lui sarebbe potuto comparire all'improvviso e controllare. Chissà cosa mia avrebbe fatto se mi avesse trovato ad indossarle senza giustificazione. L'effetto che gli faceva scoprirmi senza lo ricordo bene... "Brava troietta." Mi sussurrava. Com'era dolce vero? che soprannome vezzeggiativo... non che non lo fossi per lui... E poi mi trascinava nel primo posto utile, che fosse una toilette, un angolo di strada particolarmente buio, la sua auto e lì dovevo completare il servizio. Da brava troietta il fatto di aver adempiuto ai suoi ordini non mi dava diritto a un premio o ad essere trattata con riguardo, avevo fatto niente di più che il mio dovere che consisteva ...
    anche nel dare piacere a lui, senza pretenderne indietro per me. il mio piacere consisteva nel realizzare il suo. E allora era quasi sempre la mia bocca ad essere utilizzata. Dico così perché era raro che si lasciasse fare un pompino. Quello che quasi sempre voleva era usarmi e la mia bocca non sfuggiva certo a questo suo modo di vederla. Sentivo le sue mani sulla testa, a coprirmi le orecchie e tenermi immobile, rilassavo la mascella perché il compito non era agevole, lui mi spingeva quel maestoso attrezzo che madre natura gli ha fornito, fin dove gli pareva, per tutto il tempo che gli pareva, con la velocità che più gli sembrava adeguata. Quanto sbavavo. Lui se ne accorgeva e passava all'altro mio vezzeggiativo "Cagna" Poi mi riempiva la bocca. E io mi sentivo anche grata del dono... Molto spesso il suo interesse per me si esauriva lì e io potevo tornarmene a fare quello che stavo facendo prima che si manifestasse. Tornare a lavoro, ogni tanto si presentava al mio lavoro solo per il gusto di vedermi andare in panico a chiedere a qualche collega di coprirmi dieci minuti, tornare dai miei amici o dal mio ragazzo. Già... perché per sua volontà ho anche avuto due ragazzi in questi tra anni. Loro mi corteggiavano e su suo ordine io mi ero messa con loro. Credo che gli piacesse l'idea di cenare nello stesso ristorante dove stavo con l'ignaro fidanzato, fottermi nei cessi e rispedirmi da lui ancora grondante dei suoi umori. O con il suo sapore ancora in bocca, pronta per gustarmi ...
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