1. In mio possesso


    Data: 09/09/2017, Categorie: Saffico, Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Stavo navigando in internet quando mi imbattei in un sito di annunci bdsm. Iniziai a scorrere i vari annunci quando uno colpì la mia attenzione. Una ragazza cercava un Padrone virtuale. Decisi di scriverle, ben consapevole che probabilmente la mia mail sarebbe finita nel cestino insieme a molte altre.Invece il giorno successivo mi arrivò una sua mail di risposta, ce ne scambiammo altre, ero diventato il suo Padrone, anche se solo virtuale.La ragazza viveva ancora con la famiglia, nonostante il lavoro in un ufficio, era giovane, sui 21 anni, ed aveva deciso di mettere quell’annuncio per il desiderio di volersi sentire appartenere a qualcuno e di farsi comandare da quel qualcuno. Ora quel qualcuno ero io!Vista la sua inesperienza decisi di procedere con piccoli step, con darle delle regole che da quel giorno avrebbe dovuto seguire costantemente.Le dissi che da quel giorno, quando stava in casa, poteva indossare solamente tre indumenti e che le ciabatte erano considerate tali, tradotto, quando era in casa non poteva indossare biancheria intima. A dormire sarebbe stata sempre nuda.Avrebbe poi dovuto, al termine di ogni giornata, farmi un resoconto dettagliato in cui mi raccontava quello che aveva fatto, quello che aveva provato, quello che avrebbe fatto ed indossato il giorno dopo per averne la mia approvazione.Mi disse che al lavoro andava vestita in maniera normale, jeans o leggins, maglietta…le replicai che le troie come lei non vanno in giro vestite in maniera così sciatta e ...
    che bisognava assolutamente cambiare il modo di presentarsi al lavoro. Da quel giorno la sua “uniforme” sarebbe stata camicetta, gonna al massimo fino al ginocchio, calze, scarpe con tacco, trucco non troppo marcato.Al termine della prima giornata con il nuovo look, mi arrivò la sua mail:Salve Padrone,questa mattina mi sono svegliata e, come ha visto dalle foto che Le ho mandato, mi sono preparata come Lei mi ha ordinato. Mi sentivo in imbarazzo, sul tram mi sentivo gli occhi di tutti addosso. Arrivata in ufficio sono stata squadrata da tutti i miei colleghi, che per tutto il giorno non perdevano occasione di passarmi davanti e guardarmi la scollatura. Non è stato facile lavorare con gli occhi di tutti addosso. Quando ho ricevuto il Suo ordine ammetto che per un momento fui tentata di non eseguirlo, avevo paura di essere scoperta, ma poi ho pensato che era il volere del mio Padrone e che quindi dovevo farlo felice eseguendo l’ordine ricevuto. Così durante la pausa pranzo sono andata in bagno, ho abbassato gonna, calze e slip e con la mano titubante ho iniziato a toccarmi, scoprendo con sorpresa di essere già bagnata…questa situazione, anche se nuova e strana per me, alla mia passera piace parecchio. Mi sono masturbata fino a raggiungere l’orgasmo, è stato quasi una liberazione, mi sono sentita più leggera e quindi eseguire l’altro ordine è stato più facile…così ho preso il rossetto dalla borsetta e me le sono infilato tutto dentro, mi sono ricomposta e sono uscita dal bagno. ...
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