1. Elena la noiosa


    Data: 10/09/2017, Categorie: Etero, Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Abito in un quartiere tranquillo nell’immediata periferia di una famosa città, la chiamano la città eterna...per ora di eterne ci sono le mie sfighe. Mi sono trasferito in quest’appartamento 10 anni fa, in piena ribellione post adolescenziale, uno zio scapolo mi aveva affittato uno de suoi scopatoi, come li definiva lui. Alla fine doveva essere per qualche mese, poi per massimo dopo l’estate e alla fine mi ritrovai a considerare quel buco come casa mia.In questi anni ho visto passare tanta gente per questi appartamenti, chi si fermava per qualche mese, chi il tempo di creare una famiglia e chi quello di finire gli studi.Per qualche anno la mia vicina di pianerottolo fu una ragazza sui 20 anni, studentessa di Belle Arti e con un tono di voce che reputavo fastidiosamente alto i primi tempi, complice soprattutto lo spessore delle pareti che permette di farsi i cazzi l’uno dell’altra con estrema facilità. I tempi in cui il vicino passava più tempo in biblioteca che in casa erano finiti e questo minava molto la mia privacy, oltre la possibilità d’ascoltare musica ad un volume ritenuto fastidioso dai più.Come d’abitudine con i nuovi arrivi, mi presentai alla sua porta con due bottiglie di birra (come direbbe mio nonno “di quella buona”) e il mio benvenuto pieno di curiosità. Fu una prima volta alquanto deludente, era la classica studentessa modello tutta sogni e valori, a letto presto, mai più di una birra e gli studi prima di tutto. Ricordo che l’avevo definita quasi noiosa dopo ...
    quel primo incontro, anche se la voce alta, squillante e piena di brio risvegliava quasi subito i sensi.In quel periodo mi vedevo spesso con una collega di lavoro, ma nulla di serio da entrambe le parti, anche se la complicità sotto le lenzuola portava a frequentarci con una certa assiduità. In uno di questi incontri decidemmo di lasciar libero sfogo alla mia fantasia in uno dei più classici giochi di ruolo, padrone e schiava. Tralasciando il divertimento che provavo con quel genere di pratiche, mi meravigliai su quanto la cosa ebbe presa sulla mia partner, al punto da far sentire il suo piacere nell’essere sottomessa a quasi tutto il palazzo, cosa a cui sul momento non diedi per niente peso.I giorni seguenti notai che Elena, così si chiamava la vicina, nel salutarmi abbassava lo sguardo quasi a vergognarsi senza mettere quell’enfasi che faceva vibrare le finestre di tutto il palazzo. Dopo qualche settimana notai che il senso di vergogna aumentava subito dopo le serate che passavo con la mia collega, che ormai era lanciata sulla via della sottomissione sessuale, decisi quindi d’investigare e cercare di capire se e come venissi spiato da Elena.Ci volle tempo, oltre che un aumento della frequenza delle sessioni con la mia oramai schiava, ma avevo intuito dai rumori che la camera da letto era la camera da cui lei mi “origliava” meglio e per averne la certezza decisi di fare un’esperimento.Pratico di falegnameria spicciola (molto spicciola), mi costruii una croce di s.andrea con ...
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