1. il mio sogno...la sua realtà


    Data: 12/09/2017, Categorie: Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Le prime note del pianoforte nel silenzio assoluto mi riempiono distendendomi. Mi sento rilassata, stranamente.Rachmaninov è proprio l'ideale per un pomerggio nella penombra delle tende di questa stanza fuori dal tempo, dalgi schemi, dalle consuete contingenze. Il conerto per pianoforte n.2 ha un incipit inquietante, trascinante, appassionato. Chissà a cosa pensava Sergej quando lo compose. Forse non è importante, è la libertà della musica. Tu siedi accando alla finestra su una poltroncina bassa. Ti vedo a malapena con questa luce fioca che lascia andare ombre lunghe. La sua mano intanto carezza il bustino nero che indosso, che quasi non mi lascia margine di respiro. Guardo Te, sento la sua mano calda sfiorare il pizzo nero mentre con l'altra sta già scendendo lungo la fessura tra i miei glutei. La pelle liscia invoglia ad essere lenti. Forse. Ma mi viene in mente anche che le attese cui mi sottoponi sono per Te un'estasi che probabilmente non vuoi farti mancare ora. Rachmaninov mi curva la schiena nel suo insistere tra picchi e discese concitate. Guardo ancora nella Tua direzione, nella penombra. Vedo sul pavimento l'ombra dell'uomo che intanto ha avvicinato una sedia.Ora lo schienale è proprio davanti a me. Ti alzi. Non so cosa attendermi ora e se un attimo fa credevo di essere sicura, tranquilla, pronta a godermi questo momento per Te, ora non ne sono più tanto sicura. Un brivido di timore misto alla sua proporzionale vergogna mi accelera il respriro. Vedo che hai un ...
    foulard nero tra le mani, lo pieghi sapientemente e me lo leghi attorno aglii occhi. Quel timore dilaga. Mentre annodi il foulard, lui srotola una corda nera e inizia a legarmi le caviglie alla sedia. Prendi le mie mani e tirandole verso di Te mi costringi a ripiegarmi sullo schienale della sedia. E' freddo e duro. Stavolta sei tu a legarmi alla sedia, assicurando i miei polsi alle due gambe davanti. Sento i Tuoi passi che si allontanano e la sua mano che indugia ancora sul mio culo. Ripiegata come sono su me stessa, il mio sesso è esposto e mi sento aperta ed eccitata. I miei umori scendono lungo le coscie. Non indosso calze o altro, solo scarpe nere molto alte e il bustino che ora è salito fin quasi in vita. Le sue dita prendono a scivolare tra le grandi e le piccole labbra, lentamente ma con decisione, premendo forte. Alterna questa perlustrazione esterna a lievi strette al clitoride. Per qualche attimo non sento niente, poi tre colpi ravvicinati sul culo che mi bruciano tremendamente. Quindi riprende con le dita cominciando però a penetrarmi con forza prima con due dita, poi con tre. Ha mani grandi, ma mai come le Tue. La mente è concentrata sull'uomo dietro di me. Cerco di capire cosa farà ma poi mi viene in mente ch ecosì facendo mi sfugge la Tua presenza. Così cerco di richiamare alla mente cio che ho guardato fino a poco fa: Tu, seduto in poltrona che mi guardi con occhi accesi. L'immagine di Te mi si fissa davanti agli occhi, come fosse dipinta sul foulard che ho sugli ...
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