1. Per sempre..


    Data: 13/09/2017, Categorie: Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Tanto desiderata, così voluta, così indispensabile.Con un’espansione del petto, un sollievo insperato, finalmente la deponeva vulnerabile e assente sul letto. Lo spasimo dell’irraggiungibile si era fatto più silenzioso, la frenesia irrequieta rimaneva in disparte.Finalmente sereno,con sussurri di appagamento il suo viso si perdeva fra i capelli e nelle pieghe del collo di lei, che stretta in corde sintetiche e incosciente, rispondeva alle effusioni amorose. Finalmente lei gli diceva si, un si privo di volontà, ma un si.Lui la girò per osservarle la schiena e nel fare questo, lei aprì lentamente gli occhi, cercando di riconoscere il luogo e il tempo. Non passò molto prima che si accorgesse di essere stata drogata e legata, ma non poteva vedere lui, che da dietro le accarezzava con devozione la schiena, i fianchi, i glutei.Lei inspirò a fondo, pronta all’urlo, ma fu interrotta da una voce cara: “ Stai tranquilla, sono io. Non voglio farti male, sei finalmente al sicuro”.Il suo compagno di risate e tempo perso,proprio lui! Tradita dal ragazzo al quale era così legata: il suo più caro amico.Riprese ad impegnarsi per urlare, ma lui le mise una mano sulla bocca: “ Non costringermi a chiudertela! So che lo vuoi. Lo sto facendo per te. Ti ho portato qui per proteggerti dai giudizi, dai tuoi problemi, dal tuo lavoro… Nessuno ti porterà via da me!*(lui non ti meritava)Finalmente sei veramente mia, e io sono libero!”.Lei tornò a gonfiare i polmoni, ma lui le legò un pezzo di stoffa ...
    sulla bocca.“ Perché mi costringi a legarti? Non lo capisci che stai rifiutando la felicità? Non è giusto! Non voglio farti paura”.Sempre rimanendo dietro di lei, le affondò il petto sul cuscino. Le prese con delicatezza le mani legate insieme e cominciò ad adorare e venerare la sinistra, fino all’avambraccio, baciando e sospirando. Sarebbe potuto morire per quella manina morbidissima.Lasciò la mano e si accinse a farla sua.Lei lo implorava di lasciarla andare, di non tradirla in quel modo, di ricordare la loro amicizia. Piangeva, singhiozzava, ma lui non la sentiva: era assente, perso nella follia del suo desiderio, che finalmente stava per appagare.La prese dolcemente, come un oggetto prezioso che non doveva rovinare. Ma dopo poco la consapevolezza della vittoria, della fine del suo struggimento e della sofferenza lo fecero diventare frenetico. Accelerò il ritmo sempre di più, come se volesse divorarla.Lei continuava a piangere, sfinita, tradita, mentre lui riversava in lei tutto il suo desiderio.Cadde appagato accanto a lei, riemergendo dal viaggio e dallo stordimento.Riprese ad accarezzarla, sfiorarla, a venerare il suo corpo e a desiderare la sua mente e i suoi pensieri. L’amava.“Lo devi capire che con me puoi essere felice”. Asciugandole le lacrime continuò: “Dovrò tenerti legata finchè non lo capirai. Non voglio spaventarti” disse baciandole il palmo della mano “Non ti farò mancare nulla, avrai tutto. Te lo giuro! Adoro tutto di te”.Decise che l’avrebbe tenuta li, con lui ...
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