1. Mistress Andrea


    Data: 14/09/2017, Categorie: Prime esperienze, Autore: Spazioblu, Fonte: Annunci69

    Capitolo 1° A dire il vero la mattina era iniziata nel peggiore dei modi . la mia macchina non era piu’ dove l’avevo lasciata la sera prima. Tirando giu’ qualche improperio, mi diressi alla prima stazione della benemerita con la moto. Finite le prassi, per brindare al ‘lieto’ evento decisi di andare al centro con l’intenzione di visitare qualche negozio. Erano le 12.00. Ormai stufo, stanco di camminare tenendo tra le mani buste di varia grandezza, con un movimento goffo mi bloccai girandomi di colpo verso l’entrata del bar. Il famoso Ragionier Fracchia non avrebbe fatto di meglio: centrai in pieno una signora che passava da quelle parti facendole cadere a terra tutto quello che portava con sè. L’imbarazzo fu enorme, ma passato il primo momento di gelo totale scoppiammo in una risata sonora, aveva uno sguardo e un sorriso che in poco tempo ., era molto che non avevo di queste sensazioni, devo dire che piu’ passavano i secondi e piu’ quello sguardo mi stava ipnotizzando Dopo aver raccolto tutta la roba sparsa sul marciapiede, per sdebitarmi dalla figuraccia la invitai a bere qualcosa al bar. Accetto’ e ci ritrovammo all’interno del locale a parlare del piu’ e del meno come due amici di lunga data. Andrea era olandese ma da troppo tempo in Italia, veramente simpatica, un tipo alla mano. Ben presto mi accorsi che era lei a tenere in piedi il discorso, domandava ed io rispondevo aveva due occhi scuri ma luminosissimi, erano come due gemme incastonate in un viso di porcellana, non ...
    riuscivo a staccare gli occhi dal suo sguardo. Dopo un po’ Andrea disse che doveva andare e alla domanda se potevo darle il mio numero di telefono rispose: "Sicuro che me lo puoi dare ma” aggiunse con un sorriso appena accennato, “non so se stai facendo la cosa migliore..". Erano passati tre quattro giorni, il ricordo di Andrea era vivo come puo’ esserlo un sogno che ci ritorna alla mente in modo ossessivo, bello, emozionante ma .irreale. Stavo tranquillamente bivaccando nella mia stanza, trasformata in camera a gas dalle sigarette, quando il telefono inizio’ a squillare. Non ho mai amato il mezzo telefonico e quando si intrufola in un sogno lo detesto, ma, essendo solo a casa, non potevo che andare e dire la fatidica parola: "Pronto". GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Non potevo credere alle mie orecchie, era Andrea che con voce sicura mi disse: "Ciao Mauro, oggi alle 17,30 sono al centro , ti aspetto al bar, sii puntuale" e, senza che io riuscissi a dire va bene o altra cosa, “click” .. Porca paletta erano le 15,40 mi lanciai sotto la doccia e come un fulmine mi ritrovai sulla moto. Arrivai sul posto con circa 30 minuti d’anticipo, non riuscivo a stare fermo nè tranquillo avevo impresso nella mente quello sguardo non mi capacitavo cosa mi stesse prendendo. Il tutto mi faceva sentire molto strano, non avevo mai sentito dentro di me una cosa del genere. L’orologio lo avevo consumato con lo sguardo, mi fermai per accendermi una sigaretta abbassando per uno, due secondi la ...
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