1. Latte


    Data: 04/10/2017, Categorie: Incesti, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Erano passati cinque mesi dalla nascita di Marco e le cose in casa si erano normalizzate.Mio padre aveva ripreso la sua vita fatta di viaggi, in pratica non era mai a casa e mia madre si dedicava all’allattamento del pupo che era senza fondo.Era proprio questo il problema, ogni volta che mia madre allattava io non potevo fare a meno di stare a guardare.Quei seni bianchi, prosperosi da cui usciva copiosamente latte mi mandavano in fregola.Avrei avuto voglia di attaccarmi e succhiarli fino svuotarli.Era estate e mia madre non si dava certo cura di coprirsi, dopo l’allattamento rimaneva lì con la camicetta aperta e i seni al vento e a me veniva duro da morire.Devo dire che in quel periodo mi masturbavo anche due volte al giorno.Con mia madre avevo sempre avuto un rapporto molto disinvolto e spesso scherzavamo sulle ragazze che frequentavo. Anch’io la stuzzicavo, col fatto che papà era sempre via, le suggerivo di farsi l’amante e lei rispondeva che per quello che ne sapevo io poteva anche averlo.Una sera dopo l’allattamento non resistetti e andai a sedermi sul letto vicino a lei.I suoi seni odoravano di latte, ero inebriato.“Certo tuo padre è proprio uno stronzo.” esordì lei.“Perché?”“Mollarmi così a casa, sola con due figli. Sono mesi che non faccio altro che preparare da mangiare e allattare. Mi sento una vacca. “ sbottò.Scoppiai a ridere.“Che c‘è di tanto divertente?” fece lei.“L’idea della vacca.” risposi continuando a ridere.“Con queste…” disse sollevandosi i seni “così ...
    piene di latte mi sento proprio una vacca.”“Però sono belle…” le dissi cercando di non far trapelare la mia eccitazione.“Trovi? Voi uomini siete così primitivi. Oltre tutto è un po’ sono pronta a riprendere a fare sesso e tuo padre non si degna di approfittarne.” era un po’ amareggiata.“Te l’ho detto, trovati un amante.”“Ma quale amante. Pensa a te piuttosto, la mattina trovo sempre tracce della tua attività notturna. Ma non ti stanchi mai?”Scoppiai a ridere. “Sono sempre eccitato, anche adesso…” e le indicai il bozzo.“A chi tanto e a chi niente.” sospirò.“Da quando è che non lo fai?” le chiesi.“Ti sembrano domande da fare a tua madre? Comunque da tanto, da quando abbiamo messo in cantiere tuo fratello.”Parlammo ancora un po’, poi fece per alzarsi.“Dove vai?” le chiesi.“A prendere il tira-latte. Tuo fratello non ha finito la cena.”Mi venne un idea.“Lascia stare quel marchingegno. Posso succhiartelo io.”Mi guardò stupita.“Che ti passa per la testa?”“Niente... sono curioso… mi piacerebbe assaggiare il tuo latte.”Sorrise divertita. “Non è che vuoi trafficare con le mie tette?”Sorrisi anch’io, un po’ imbarazzato.Lei alzò le spalle. “Ma sì.. in fondo non c’è niente di male…”Non potevo crederci. Ci guardammo negli occhi, poi lei si raccomandò “Fai piano, che sono molto sensibili.”Le feci una carezza leggera e notai che i capezzoli si erano inturgiditi.Avvicinai le labbra al capezzolo più vicino, lo esplorai con la punta della lingua, poi lo afferrai delicatamente con le labbra e ...
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