1. Sara - 04 - Mamma, li rumeni


    Data: 05/10/2017, Categorie: Tradimenti, Autore: Zio Paolo, Fonte: EroticiRacconti

    Sara ed io continuavamo a vederci con regolarità, veniva da me due o tre volte al mese, sempre con allegria e senza problemi. Però ad un certo punto qualcosa cominciò a cambiare: Sara, come tutti, aveva momenti positivi e negativi, ma, in genere, il suo carattere “solare” (come si direbbe oggi) alla fine prevaleva sulle avversità. Ma cominciò a cambiare, era meno sorridente, più ombrosa, sembrava avere dentro qualcosa che la opprimeva; continuava a venire da me regolarmente, anzi quasi più di prima, voleva sempre fare sesso ma in maniera diversa, sembrava quasi rabbiosa, anche i suoi orgasmi sembravano più uno sfogo umorale che un momento di piacere. Ovviamente le chiedevo cosa non andava bene, ma lei non si apriva, sembrava chiudersi a riccio. Però io sono lo Zio Paolo e con la mia nipotina Sara ho usato tutta la pazienza e l’ esperienza che avevo e, finalmente, un giorno sputò l’ osso. “Da un po’ di tempo” cominciò “ mi passa qualcosa di molto strano ed anche spiacevole. Tutto è cominciato una sera in cui ho litigato con mio marito; eravamo tutti e due nervosi e da una cosa stupida abbiamo fatto nascere una lite tremenda. Io mi sono arrabbiata fin quasi all’ isteria e, per sfogarmi un po’, sono uscita di casa. Erano circa le 10 di sera, ho preso il primo bus che passava e non ho neanche guardato dove andava; ero assorta nei miei pensieri e, solo quando il bus è arrivato al capolinea, mi sono resa conto che ero arrivata chissà dove. Era il classico quartiere periferico, con ...
    casone grandi ed anonime o casette un po’ diroccate, fondamentalmente un grande squallore. Non so cosa mi ha preso, ma invece di tornare subito indietro, ho deciso di fare un giro in quel posto sconosciuto; mi aveva preso una voglia strana di qualcosa di sordido, di sporco, non so esattamente di cosa. Così ho cominciato a camminare, prima lungo le vie più illuminate, poi anche nei vicoli a volte oscuri; ero vestita normalmente ma, anche così, sola come ero, attiravo l’ attenzione. C’ erano diversi ragazzi soprattutto all’ uscita dei bar, molti stranieri, tutti mi guardavano con curiosità, alcuni facevano commenti anche pesanti, altri, addirittura, hanno cercato di accarezzarmi i capelli o mi hanno “invitata” a fare “qualcosa”. Io vivevo questi momenti con grande angustia ma totalmente incapace di tornare indietro; sembrava quasi che volessi che mi succedesse qualcosa di “strano”, di turpe, di “sporco”. Ho continuato a vagare per circa mezz’ ora, non è successo niente, sono tornata al bus e sono rientrata a casa, mi sono riconciliata con mio marito e l’ incidente si è chiuso lì, o almeno pensavo... Si, perché, invece, da quel giorno non ho avuto più pace: ho cominciato a pensarci sempre di più, ogni giorno di più ed è diventata un’ ossessione. Vedo gli sguardi di quei ragazzi, sento le parole sconce di quegli stranieri, rivivo quell’ atmosfera assurda nella quale mi ero cacciata ed il peggio è che quasi mi dispiace che non sia successo niente. Non ho mai avuto la benchè minima ...
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