1. Sara - 04 - Mamma, li rumeni


    Data: 05/10/2017, Categorie: Tradimenti, Autore: Zio Paolo, Fonte: EroticiRacconti

    eccitatissima, si voltava di tanto in tanto verso di me e sempre mi sorrideva. Le carezze si facevano sempre più pesanti, le mani erano sui fianchi, sul culo, sulle tette; ad un certo punto le presero il bicchiere dalla mano, lo posero sul bancone e vidi nitidamente che le prendevano le due mani per abbassarle. Lei lasciava fare, si vedeva che le piaceva, aveva lo sguardo molto divertito. Lei stava chiaramente toccando il cazzo di almeno due ragazzi, mentre questi ormai stavano facendo di tutto senza ritegno, uno la baciava in bocca, un altro le strizzava una tetta ed il terzo non vedevo bene cosa faceva perché si era un po’ abbassato e, probabilmente, stava toccando la fica di Sara. A questo punto decisi di intervenire, mi avvicinai e molto gentilmente, ma con altrettanta fermezza, dissi ai ragazzi che dovevamo andare e che Sara veniva via con me. In macchina parlammo di quello che era successo. “Sei contenta della serata?” “Si, mi sono divertita” “Se non ti portavo via quei tre ti scopavano lì sul bancone” “Credo anch’ io. Però ero molto tranquilla: avevo visto che tu stavi controllando tutto e anche per questo mi sono lasciata andare un po’, avevo il mio “angelo protettore”!” disse ridendo. “Come erano i cazzi?” “Erano duri come il marmo; il ragazzo più bello, si chiama Vasile, mi piace molto, ce l’ ha bello grande, forse come il tuo” “Ho visto che ti piace, ti sei fatta fare anche un bel lingua in bocca da lui.” “Si, mi piace proprio, è un po’ rozzo però mi intriga ...
    molto” “Sono queste le situazioni che immagini?” “Si, un po’ è così, forse le penso anche più sordide” “Adesso sai che cosa possiamo fare, pensaci e dimmi se vuoi andare avanti”. Ci pensò qualche giorno, venne da me, volle fare l’ amore con me (era da prima della sua “confessione” che non lo facevamo) e poi, nella consueta posizione di spegni-moccolo mi disse che voleva vivere l’ esperienza come l’ avevo immaginata io; non sapeva cosa fosse, ma si fidava di me e si metteva nelle mie braccia. Mi misi all’ opera, l’ organizzazione non fu facile: volevo fare l’ incontro di pomeriggio e i ragazzi rumeni avevano problemi di lavoro, ma alla fine ci accordammo; raccomandai a Zorin di portare anche Vasile. Il giorno era quello di “libertà” di Sara, lei avrebbe preso mezza giornata di ferie così avremmo avuto a disposizione anche la sera; andai a prenderla in ufficio e ci dirigemmo direttamente verso Ladispoli. Le avevo imposto un abbigliamento molto semplice: sandali con zeppa alta di sughero, una gonna a fiorellini lunga fino alle caviglie ed una camicetta bianca con qualche fiorellino, abbastanza scollata e, soprattutto, di tessuto molto leggero, assenza totale di intimo, doveva farli schiattare!!! Si cambiò in macchina, sembrava calma e serena, però man mano che ci avvicinavamo sembrava sempre più nervosa e parlava sempre meno. L’ appuntamento era a casa di Zorin, arrivammo, scendemmo dalla macchina, io presi la mia videocamera con la quale volevo immortalare tutto quello che sarebbe ...
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