1. Sara - 04 - Mamma, li rumeni


    Data: 05/10/2017, Categorie: Tradimenti, Autore: Zio Paolo, Fonte: EroticiRacconti

    si può arrivare ad un numero notevole di orgasmi consecutivi, per cui ho continuato il mio movimento masturbatorio fino a farla godere un’ altra volta, e poi un’ altra, e poi un’ altra ancora. Mi sono fermato quando sono arrivato al sesto orgasmo, Sara era stremata, sembrava in catalessi, probabilmente non aveva mai goduto tanto in vita sua. E a questo punto le diedi il colpo di grazia e cominciai ad urlare: “Avete visto chi è Sara? Avete mai visto una cosa del genere? Questa non è una donna, è la più grande troia del mondo! Pisciatele addosso, subito, non merita altro, questa fogna!” E così fecero, si avvicinarono e tutti le pisciarono addosso, lei aveva gli occhi sbarrati , l’ espressione stravolta, sembrava non credere a quello che stava accadendo e subì questo oltraggio fino in fondo. Quando terminarono, chiesi a tutti di uscire, presi Sara, la aiutai ad alzarsi, la portai in bagno e le feci una doccia e la ripulii per bene: sembrava una bambola senza capacità di reazione, si lasciava fare docile; tornammo nel soggiorno, la rivestii e ce ne andammo. Tutto questo in un silenzio assoluto. Durante il viaggio non parlammo per un lungo pezzo, poi lei disse solo: “Zio Paolo, ma cosa sono diventata?” “Sei diventata solo una donna più cosciente” le risposi e non dicemmo nulla fino a casa mia. Tutto si era svolto abbastanza rapidamente per cui arrivammo abbastanza presto, avevamo molto tempo per noi. Quando entrammo in casa, si spogliò immediatamente, si mise a ...
    letto, volle che la prendessi tra le braccia; la stringevo forte, lei cominciò a piagnucolare, poi a piangere sempre più forte, poi a singhiozzare disperatamente. Non diceva nulla ma piangeva come una fontana; ad un certo momento mi disse solo: “Scopami” e lo feci con la più grande dolcezza di cui ero capace, lei continuava a piangere e stava abbarbicata a me , quasi avesse paura di perdere il contatto fisico con me; poi, finalmente, sentii arrivare il suo orgasmo, bello, intenso, lunghissimo, non più i gemiti rabbiosi delle ultime settimane, non più la rabbia sorda che usciva dal suo corpo, no, era di nuovo il placido godimento della mia Sara, con l’ espressione beata che ben conoscevo. Poi si addormentò e raramente ho provato tanta tenerezza per lei come in quel momento. Però la cura funzionò! Dopo quel giorno, ad ogni nostro incontro, abbiamo parlato di quanto successo, ma serenamente, senza morbosità, senza rimpianti, era una nuova esperienza vissuta e Sara si era liberata di quel tarlo che l’ assillava; guardammo molte volte il filmato, Sara ne era a volte compiaciuta il più delle volte incredula di aver fatto quelle cose, ma ne parlava con leggerezza, aveva l’ atteggiamento di una che vedeva dall’ esterno, come se non fosse mai stata partecipe di quel fatto. Insomma, poco a poco, piuttosto rapidamente direi, da quel giorno Sara ritornò la ragazza allegra e ottimista che conoscevo e riprese (e riprendemmo) la vita di sempre. La mia Cerbiatta era tornata a casa!
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