1. Il pullman dei militari


    Data: 06/10/2017, Categorie: Orge, Autore: sottomarino, Fonte: EroticiRacconti

    Eravamo in auto con la mia ragazza e stavamo percorrendo un tratto di autostrada tra Bologna e Milano tutto diritto e molto monotono. La giornata era calda e il sole si faceva sentire attraverso i vetri. Lei era vestito con un abitino leggero di cotone, chiaro con dei disegni floreali che la rendevano ancora più bella. Lo scollo profondo metteva in evidenza il suo seno molto voluminoso, ma sodo, nel quale io mi ci perdevo sempre, da quanto mi piaceva baciarlo. Io avevo una maglietta e un paio di bermuda larghi. Viaggiavamo tranquilli ed io guidavo con una mano mentre l'altra l'avevo appoggiata alla sua spalla mentre cantavamo insieme le canzoni che passavano alla radio. Per rompere la monotonia, feci scendere la mia mano sotto la sua scollatura e trovai il suo capezzolo, che sapevo essere particolarmente sensibile. "Che fai, scemo, pensa a guidare!" mi sgridò lei, mentre io glielo titillavo con le dita. Ma sapevo che le piaceva e continuai. Anzi feci di più, con un gesto rapido le allargai la scollatura e feci uscire il seno di fuori, coprendolo a fatica con la mia mano. "Ma sei matto! potrebbero vedermi!" "Dai, lo so che ti piace farti guardare" le dissi, sapendo di dire la verità. Lei fece finta di risentirsi un po', poi guardando in giro e vedendo che c'era poco traffico, mi lasciò fare. In effetti sapevo che la mia Ava (è il suo nome) ama fare la ragazza per bene, ma se si scatena diventa una troia numero uno. E dicendo "troia" non lo intendo come un'offesa, ma un ...
    complimento. Nel senso che sa abbandonarsi ai piaceri della carne come a poche donne ho visto fare e quasi non si pone limiti, donando e ricevendo tutto il piacere possibile. Tante volte, nelle nostre fantasie, abbiamo parlato di scambio di coppie, di orge, di essere circondata da cazzi che la trapanavano da tutte le parti, e lei solo a sentire ed immaginare queste situazioni si bagnava subito e mi regalava delle scopate da urlo. Ritornando al nostro racconto, continua a massaggiarle il seno scoperto e lei intanto aveva appoggiato la mano sulla mia gamba. La nostra velocità era inferiore alla media, per cui iniziarono a sorpassarci tutti, più o meno ignari di quello che stava accadendo nel nostro abitacolo. Con un gesto rapido, feci scendere lo spallino del suo vestitino e anche l'altro seno venne allo scoperto. "Daiiiiii!!" disse lei facendo un accenno a coprirsi con il braccio con fare pudico. Ma questo la rendeva ancora più eccitante. E infatti il mio cazzo stava premendo contro il tessuto dei bermuda. Fu allora che mi mise la mano sul pacco constatando la mia erezione. "sei un porco!" ma anche quello era un complimento, per come me lo diceva. Iniziò a massaggiarlo dolcemente cercando di agevolare l'erezione che spingeva facendomi quasi male. Così facendo me lo portò lungo la coscia e la cappella fece capolino dai pantaloncini. Era rossa, paonazza, lucida e brillava alla luce del sole. Lei sorrise e allargò un po' le sue gambe tirandosi su la gonnellina. Avevo solo una mano ...
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