1. Heidi


    Data: 06/10/2017, Categorie: Incesti, Autore: mimma_goose, Fonte: EroticiRacconti

    Tutti conoscono la storia di Heidi (il cartone animato), ma quella che sto per raccontarvi è la "mia" storia riveduta. Si sa già che sono cresciuta con una zia e che mi portò a vivere dal nonno quando ero solo una bambina. Qualche anno dopo la zia venne a riprendermi, perché vuole farmi lavorare come domestica presso una influente famiglia tedesca. Devo fare la cameriera alla figlia paralitica dei padroni. Saliamo sul treno con direzione Francoforte, lontano dalla Svizzera, dalle montagne e dal nonno a cui ho imparato a voler bene. La zia mi porta in una grande casa e mi lascia lì. La padrona di guarda, mi osserva, mi tocca dappertutto, anche dentro le mutande e mi dice che andrò bene. Quello che la zia non mi disse era che dovevo mettere al mondo i figli del padrone. La padrona aveva una tara, secondo il dottore, che non le permetteva di avere dei figli sani. Così mi presero in casa con loro. Di giorno facevo da cameriera e damigella di compagnia alla loro figlia. Mi insegnarono a leggere, a scrivere e far di conto. Ma la notte la passavo nel letto col padrone. Ero solo una verginella allora, in tutti i sensi, e non sapevo niente degli uomini. Devo dire che il padrone fu molto affettuoso, indulgente ed appassionato. E la padrona non mi trattò mai male, anzi. Al padrone piacevano molto le ragazze giovani e per lui io rappresentavo il massimo della sensualità: un piccolo seno da cui spuntano due chiari capezzolini ed una passera non ancora infranta. La prima volta che mi ...
    possedette, la stessa notte in cui arrivai in quella grande casa, lui mi fece molto male, ma già subito dopo fu molto piacevole. Quella notte si soddisfò diverse volte, spruzzandomi dentro il suo seme ogni volta. L'eccitazione, il desiderio, l'appagamento divennero per me emozioni ben note. Quando poi mi sentivo invadere dal suo seme… era un'emozione ancora più grande. Il padrone poi mi insegnò come dare piacere ad un uomo e come goderne io stessa. Il padrone continuava a possedermi tutte le notti per più volte, fino a che la padrona notò che da quando mi ero trasferita da loro non avevo ancora sanguinato. Ma lui continuò lo stesso a passare le notti con me fino a quando fu certo che mi ebbe ingravidato. Quando la notizia della mia gravidanza arrivò alla loro figlia Klara, lei fu molto contenta di avere un fratellino o una sorellina. Da qualche tempo la mattina mi svegliavo con la nausea. A volte avevo appena il tempo di raggiungere il catino e vomitare. Vomitavo spesso la mattina, ultimamente. Prima che fu passato un anno dal mio arrivo, partorii un maschio. La padrona me lo portò via, perché era il figlio del padrone e non mio. Mi ammonì severamente di considerarmi la sua balia e non la sua madre, perché non avrei mai potuto tenerlo con me. Il padrone mi tenne nel suo letto per molto tempo. E infatti l'anno dopo partorii di nuovo. Una femmina. E l'anno dopo ancora un maschio. Dopo aver partorito per la quarta volta, venne a parlarmi la padrona. — Il tuo compito è finito. Puoi ...
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