1. Il medico delle donne


    Data: 07/10/2017, Categorie: Cuckold, Orge, Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Una cosa che da bambino proprio non avrei voluto fare era il medico. Naturalmente, proprio per questo motivo, a diciotto anni mi iscrissi a Medicina. Oggi, esattamente dieci anni dopo quell’anno da matricola, il mio lavoro è aiutare gli esseri umani (soprattutto, le donne; soprattutto, giovani) a ritrovare se stessi. Non indosso nessun camice; non mi sono laureato in Italia. E, se devo dirla proprio tutta, non capisco nulla di ciò che comunemente si definisce “medicina scientifica convenzionale”. Ma, anche se l’abbigliamento e i soldi non hanno nulla in comune con quelli dei miei colleghi occidentali, alla fine sono diventato un medico. E, in questo momento, è la cosa che dà ancora un senso ai miei giorni.Ci sono voluti sei anni in Cina, principalmente a Hong Kong, per capirlo. E anche per studiare a fondo la medicina taoista. Vi sembrerà strano, eppure “Mao” non ha ancora distrutto lo spirito del “Tao”. Spero ardentemente che tale ipotesi non si verifichi mai. E, per restare in tema, tra tutte le mie speranze c’è anche quella di raccontarvi adeguatamente quello che mi è successo pochi mesi fa con Martina; e con sua sorella.Era il 24 luglio. Quella che ritenevo la mia ultima paziente, della quale non a caso ho pure dimenticato il nome, era appena uscita. Mi sentivo stanchissimo, cosa non troppo anomala alle sette di sera. Stavo finendo di controllare gli appunti, e avevo già detto ad Alessia, la mia segretaria, di non far entrare più nessuno. In genere segue tutte le mie ...
    indicazioni. Quella volta, invece, bussò timidamente alla porta e, ancor più timidamente, mi disse che avrei dovuto visitare un’altra paziente.-“Ma sei impazzita? Sono le sette passate!”-“Lorenzo, credo sia importante. Vieni a dare un’occhiata”Mi alzai controvoglia, ma Alessia mi aveva già convinto a non replicare oltre. Uno dei principi del Tao è quello di non opporre una resistenza rigida alle contrarietà.Non credevo ai miei occhi, quando vidi chi avrei dovuto visitare. Gianluigi, il mio più caro amico d’università, dell’unico anno in cui frequentai l’università, stava in piedi, nervosissimo, al centro dell’ampio corridoio del mio studio.-“Gigi? È uno scherzo?”, riuscii a chiedergli. Non ci vedevamo, né sentivamo, da nove anni esatti. Quella che era stata un’amicizia cameratesca tra colleghi d’università, un giorno d’estate s’era sciolta come un gelato di cocco sotto il sole di Algeri.-“No Lorenzo. Purtroppo no”, mi disse avvicinandosi e abbracciandomi. “Sei la mia ultima speranza”. Non capivo proprio in che modo avrei potuto aiutarlo. Io, medico non convenzionale, specialista in tecniche ipnotiche; quando lui, che probabilmente s’era laureato brillantemente, proveniva da una famiglia di luminari.-“Hai problemi di salute?”, gli chiesi.-“Io no”, disse scuotendo la testa. E indicando con una mano la sala d’attesa, aggiunse: “Si tratta di Martina. Te la ricordi vero?”.Mi sporsi con la testa in sala d’attesa, e vidi che la sua ragazza sembrava ancora come dieci anni prima. Solo un ...
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