1. Pausa pranzo.


    Data: 07/10/2017, Categorie: Tradimenti, Autore: mercury57, Fonte: Annunci69

    Pausa pranzo. Ho ventotto anni mi chiamo Iolanda e lavoro per una nota azienda italiana che produce carta igienica. Sono sposata da circa due anni con Fabrizio che fa il geometra nell’impresa edile di suo padre. Economicamente stiamo bene non ci manca nulla possiamo toglierci molti sfizi. A Fabrizio, piace viaggiare andare in posti esotici non lo seguo perché ho paura dell’aereo. Siccome detesto restare da sola quando parte, a casa mi porto una mia collega che dorme con me nel mio stesso letto Giulia, si chiama. Quando scelsi Giulia da portarmi a casa, le altre colleghe storsero il muso e si fecero una risatina velenosa. Il motivo era da ricercare nelle tendenze sessuali di Giulia, infatti, è lesbica e, tutti la chiamano Giulio. La scelsi perché è simpatica di compagnia e soprattutto non ha legami è “single” vive da sola. Non mi formalizzo su certe cose sono di larghe venute tutti meritano rispetto dal bambino all’anziano dal nero al bianco per me sono tutti uguali. Sono sicura che quando parta, Fabrizio mi mette le corna non è facile resistere alle tentazioni restare indifferente a tante belle ragazze che si offrono per poco o niente. Spero solo che usi le dovute precauzioni non vorrei ritrovarmi con qualche brutta malattia. È stato anche in Thailandia, dove il sesso si trova a buon mercato, mi auguro che non sia andato con qualche minore. Che tipa che sono faccio la morale a lui mentre io con un minore ci sono stata aveva sedici anni e si chiamava Andrea. ...
    GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Successe nell’estate del 2014, quando la mia ditta per la prima volta prese a lavorare degli studenti a me fu affidato Andrea gli dovevo insegnare a imballare rotoli di carta igienica li doveva mettere negli scatoloni tre confezioni da dodici. Devo dire che fui fortunata, Andrea, era un gran bel ragazzo alto e dal fisico importante aveva un bel viso degli occhi verdi molto espressivi mettevano a disagio quando ti fissava. Noi dipendenti indossavamo dei camici azzurri che ci arrivavano a un palmo dalle ginocchia. Gli studenti vestivano normalmente nessuna divisa per loro solo“badge” attaccato sul petto. Sotto il camice portavo solo l’intimo mutandine e, reggiseno. Lasciavo molti bottoni aperti in modo che si vedessero le cosce e il solco dei seni. Che Andrea, fosse un porcello me ne resi conto subito, infatti, lanciava delle occhiate molto significative i suoi meravigliosi occhi erano sempre nella scollatura e sulle cosce. Quelle sue occhiate mi mettevano imbarazzo facendomi lavorare poco e male. «Ti prego, smettila di guardarmi mi metti a disagio». «Le cose belle vanno guardate mi piaci». «Ho ventisette anni e tu sedici a momenti potrei essere tua madre». «Esagerata e che mi avresti partorito a undici anni?», disse con aria da gradasso. «Guarda caro che a undici anni avevo già le mie cose ed ero alta e formosa quasi come adesso attiravo le attenzioni di uomini adulti». Risposi accaldata. «Non ti scaldare ti credo dovevi essere semplicemente meravigliosa». ...
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