1. Giorgia


    Data: 07/10/2017, Categorie: Etero, Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    E’ sabato sera, seduto sul divano, gobbo verso il tavolino, i miei occhi stanchi quasi si incrociano davanti allo schermo del portatile, su cui le mie mani, digitano parole su parole, poi le cancellano, come un cane che si morde la coda. Lunedì mattina ho una presentazione a lavoro e sono ancora in alto mare con il discorso d’apertura. E’ tutto il giorno che ci lavoro, il mio essere ancora in pigiama lo dimostra.La mente è annebbiata dalla stanchezza e dal vino ingerito, mentre il mio stomaco sta maledicendo il portapizze in evidente ritardo.Improvvisamente, dal corridoio sento provenire un rumore di tacchi. La mia bambina sta correndo tra la sua cameretta e il bagno. Da quel che so deve andare a cena con le amiche e poi a ballare. Altro che bambina, ormai ha 19 anni. Ripenso all’ultima volta in cui sono andato in discoteca. Sarà passata un’eternità ormai.Sto per riprendere in mano il cordless e sollecitare ancora una volta la pizzeria, maledicendoli per il disservizio, quando con la coda dell’occhio vedo un’ombra passarmi davanti accompagnato da un “buonanotte papi!”.Distolgo lo sguardo dal portatile, giusto in tempo per vedere Giorgia apprestarsi ad uscire di casa.“Ehi! Dove credi di andare senza salutarmi come si deve?!”Si ferma a pochi passi dalla porta. Si stringe nelle spalle e alza leggermente la testa. E’ come se la vedessi guardare in alto e sbuffare spazientita. Come per confutare la mia ipotesi, si gira e tornando di corsa su i suoi passi, torna in salotto ...
    fermandosi davanti a me. “Dai papi! Sono in ritardo per la cena!”Mi alzo barcollante e una volta aggirato il tavolino, mi avvicino. La mia attenzione viene catturata da quel che vedo. Un paio di tacchi alti beige chiari, estremamente sensuali, seguiti da due caviglie fini, due gambe lunghe e flessuose che spariscono sotto ad un vestitino dello stesso colore delle scarpe, quasi trasparente. Risalgo ancora, non notando la presenza di intimo. Due bottoncini all’altezza del seno svelano la posizione dei capezzoli e ancora su; una scollatura esagerata e il viso angelico di mia figlia. I capelli sciolti che le incorniciano il viso, solo delicatamente truccato.Il mio corpo reagisce a tale visione, come dimentico del fatto che quella che mi si para davanti è la mia bambina. Biascico qualche parola, con la bocca impastata: “dove credi di andare vestita da zoccola?”Giorgia sgrana gli occhi e spalanca la bocca, prima di attaccarmi verbalmente: “Ma come ti permetti?! Sei ubriaco! Faccio finta di non aver sentito!” Detto questo si rivolta in direzione dell’uscio.“Non azzardarti ad uscire da quella porta.” Dico, mentre a stento la raggiungo, afferrandola per i capelli e tirandola a me. La mossa è talmente brusca quanto improvvisa e mia figlia non ha il tempo di reagire. L’equilibrio già precario dovuto ai tacchi alti, viene perso completamente e lei cade all’indietro, andando a disegnare come una capriola al contrario. La testa si infila tra i miei stinchi semi chiusi, mentre le gambe, a causa ...
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