1. Un posto bellissimo


    Data: 07/10/2017, Categorie: dominazione, Autore: RC(AS), Fonte: EroticiRacconti

    A volte ci domandiamo il perché di alcune azioni, il perché di un ragionamento pensato in quel modo, perché oggi ho fatto questo e non quello? Perché? Perché? Perché? Tanti perché a cui non sappiamo dare una risposta. Eppure all'unica cosa che saprei rispondere non mi sono mai posta domande. Non mi sono mai chiesta come quel giorno sia capitata nella sua stanza, non mi sono mai chiesta perché quello che mi ha fatto mi sia piaciuto così tanto, non ho mai formulato domande riguardo quel giorno perché forse sapevo che non me ne sarei pentita, o forse perché la risposta non ha bisogno di nessuna domanda. Era solo una semplice cotta, si una semplice frequentazione. Alto, bello, moro, possente e qualche anno più grande di me, roba di tre anni all'incirca. Era solo un'uscita come le altre, ma speciale perché ero con lui. Mi portò in uno di quei ristorantini di borgo. Era estate e indossavo una gonna nera con un top e dei tacchi non troppo alti, lui impeccabile come sempre con la sua camicia bianca e i suoi jeans che gli cadevano sui fianchi in modo così sexy. Ci sedemmo al tavolo uno di fronte all'altro e mentre aspettavamo che il cameriere prendesse l'ordine cominciammo a raccontarci le nostre giornate. Quando uscimmo dal locale lui con fare sfacciato mi chiese "Piccola che ne dici se ora ti porto in un posto bellissimo?" io un po' titubante ma contenta della proposta risposi di si. Mi fece salire a bordo della sua auto e guidò per una buona mezz'ora fino alla cima di una collina. ...
    Da lí si vedeva un bel paesaggio e l'atmosfera era rilassante. Scendemmo e mi prese la mano, baciandone le nocche. Ero stupita da quel suo comportamento, quella sua dolcezza inebriava anche me, ne ero completamente coinvolta e non capivo il motivo dato che erano solo due settimane che ci frequentavamo. Poi iniziò a parlarmi facendomi un discorso al quale facevo fatica a stare dietro, avevo un'espressione confusa ma lui continuava a parlare, fino a quando mi disse "Ascoltami, ormai sono due settimane che ci frequentiamo e ti assicuro che tu mi prendi molto sia di aspetto, sia per la persona che sei". Di fronte a quelle parole mi sentii lusingata, ma anche spaventata e lui vedendomi in quel modo prese il mio mento, alzò la mia testa e mi baciò. Volevo una spiegazione a quelle parole, ma appena feci per parlare lui mi baciò nuovamente, ripetendo il gesto almeno altre due volte. Quando si staccò da me io per l'imbarazzo gli feci un sorriso, che un attimo dopo era nascosto sul suo petto nella stretta di un suo abbraccio. Capii che lui già aveva dato una risposta alla mia domanda, così mentre camminavano verso la macchina non dissi una parola. Mentre scendevamo con l'auto dalla collina lui mi domandò "Dove vuole che la porti signorina?" io senza pensarci risposi "Ovunque tu voglia". Mi prese davvero in parola, e arrivammo sotto casa sua verso le 23:00, quella sera non avevo orari, dato che i miei in quella settimana non erano a casa. Aprí il cancello, e poi il portone, entrammo e ...
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