1. I miei due zii (Capitolo 1)


    Data: 08/10/2017, Categorie: Gay / Bisex, Autore: Aramis, Fonte: EroticiRacconti

    Eravamo solo mia madre ed io, mio padre era morto, ma zio Giovanni chiamava per vederci almeno una volta la settimana e se mia mamma era sempre contenta di vederlo anch’io lo ero per come lui mostrava un interesse in quello che facevo e spesso rimarcava a mia mamma come stavo crescendo e che bravo ragazzo ero . I miei primi esperimenti con zio Giovanni furono quando mi chiese di aiutarlo un sabato mattina in un bar, lui ne era il direttore e voleva dell'aiuto per apprendere dei quadri al muro. Mia mamma acconsentì ed io ero felice perché avrebbe voluto dire stare con lui tutta la mattina e nel suo bar che per me era un luogo speciale e non l’avrei diviso con qualcun altro. Andai là presto e lo aspettai sulla porta finché non arrivò e sorridendo mi disse: “La tua tortura sta per iniziare.” Aprì la porta, entrammo e poi lui chiuse dicendo: “Non vogliamo essere disturbati, non è vero.” Io dissi “No” ma mi chiesi chi avrebbe potuto disturbarci dato che il bar non avrebbe aperto sino a sera ma poi pensai che lui evidentemente sapeva quello di cui stava parlando e non ci pensai più. Lui andò al bancone e prese una coca cola per me dicendo: “Quando ne vuoi dell’altra dimmelo, fammi fare un caffè e poi possiamo cominciare” Mi mostrò i quadri che dovevamo appendere ai muri e disse: “Toglili dall’involucro mentre io prendo ganci e martello dall'armadio. Poi possiamo iniziare” Avevamo appeso tre quadri e mentre prendevo il quarto mi disse che non aveva più chiodi e di mettere una mano ...
    nella sua tasca per prenderne uno. Feci come mi aveva detto ma non ne trovai e la mia mano andò diritta sopra il suo cazzo! La estrassi subito ma lui mi disse di rimetterla dentro, di lasciarla là e dirgli cosa c’era dentro. Quando la rimisi dentro lo trovai più duro di prima e mi sembrò enorme. Lo strinsi come mi aveva detto e lui abbassò lo sguardo chiedendomi se era tutto ok. Io sorrisi e dissi di sì mentre continuavo a stringerlo! Ricordo che lui appoggiò il quadro sul pavimento e mi chiese se mi sarebbe piaciuto vederlo. Sapevo cosa voleva dire, che non intendeva il quadro e quando dissi di sì mi fece promettere di non dirlo a nessuno ed io promisi. Ero eccitato ed un poco impaurito ma mi sentivo sicuro con lui e sapevo che nessuno sarebbe entrato dato che aveva chiuso la porta a chiave. “Naturalmente” Disse “Se vuoi vedere il mio io devo vedere il tuo.” Mi sentii imbarazzato e dissi di non esserne così sicuro. Sentivo il mio uccello diventare duro ma era tanto più piccolo del suo. Lui mise mi una mano sulla spalla e disse: “Oh sù, siamo due uomini, no?” Sentirmi chiamare uomo mi fece coraggio e dissi che ero d'accordo. Tirai su una gamba dei miei shorts per farlo uscire ma lui disse: “Oh no ragazzo, togliamoli” e così dicendo si inginocchiò di fronte a me e mi tirò i pantaloncini alle caviglie. Vide la mia piccola protuberanza nelle mutande, mi sorrise e ci mise su una mano dicendo: “Ti piace, non è vero” Io accennai col capo, lui si alzò e disse: “Abbassami i pantaloni ...
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