1. La scuola della dominazione - Parte 4


    Data: 08/10/2017, Categorie: dominazione, Autore: Lolita, Fonte: EroticiRacconti

    Levammo quindi le tende e ci incamminammo verso la scuola, preceduti dal professore con la sua gip che portava tutte le attrezzature. Una volta rientrati, andammo tutti nelle nostre stanze ed io, assieme a Chiara, andai nella nostra camera. Mi feci una doccia sperando di lavarmi non solo dalla sporcizia ma anche dal pensiero di quei baci rubati quella notte nella tenda, ma niente... quando uscii dalla doccia ero più confusa che mai e, quello che mi turbava di più, era il fatto di non poter dire niente a nessuno perchè non sapevo di chi potermi fidare. In quel caso non mi fidavo nemmeno di Chiara che si era dimostrata così presa da quella scuola che, se le avessi detto quanto successo, non avrebbe di sicuro esitato ad andare ad avvisare il preside della scuola per il quale lei, evidentemente, aveva una cotta non da poco. Mi distesi a letto e intanto che Chiara si faceva la doccia, fissavo il soffitto non smettendo di pensare a quei baci e a quello che erano riusciti a trasmettermi. Più ci pensavo e più cresceva in me un sentimento grande e forte ed ero sicura che quello fosse amore: ma com'era possibile che mi fossi innamorata con solo dei baci scambiati furtivamente in una notte?? O forse, proprio perchè lui mi trattava come la sua schiava, io mi ero già innamorata di lui perchè magari nel mio profondo, mi piaceva essere trattata così. Mentre ero ancora immersa in quei pensieri, Chiara uscì dal bagno in completino intimo e un asciugamano che le avvolgeva i capelli. ...
    D'istinto le chiesi: "Chiara... ma qui oltre che seguire le lezioni si fa anche altro? Cioè, mi spiego: se un ragazzo, al di fuori delle lezioni, volesse possedere la sua schiava, lo può fare? Le lezioni qui durano al massimo 4 ore e qualcosa per far passare il resto della giornata lo si deve pur fare no?" e Chiara, senza indugiare, rispose: "Si... un ragazzo può usare la sua schiava quando vuole... va nella sua stanza, le ordina di vestirsi in un dato modo o, alle volte, la porta via anche in intimo e poi la porta nella sala che più gli va in quel momento." ed io perplessa: "La sala??" e lei, togliendosi l'asciugamano dai capelli e continuando a massaggiarsi la testa per far asciugare i capelli: "Si, la sala... sai quelle scale che sono nel corridoio centrale di questo piano? Ecco, quello porta alle sale. Ce ne sono veramente tante e sono tutte con ambientazioni diverse per tutte le voglie che possono avere i nostri padroni: dalle più abitudinarie alle più stravaganti... ma credimi che presto avrai l'occasione di visitarle e di farti un'idea tutta tua!" mi disse e mi fece l'occhiolino alzandosi poi dal letto per tornare nel bagno a mettere via l'asciugamano. Ero ancora più confusa e, con tutto che con certe domande cercavo di distogliere i miei pensieri dalla notte appena passata, non c'era verso di non pensarci ed avevo sempre più paura di lasciarmi sfuggire qualcosa davanti a Chiara che era meglio che non sapesse nulla. Poco dopo Chiara tornò nella stanza e si sedette vicino a me ...
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