1. Desiderio 3 – LA SIGNORA LUCIA


    Data: 08/10/2017, Categorie: Orge, Autore: Aleppe, Fonte: Annunci69

    [Avvertenza: questo racconto contiene una scena di zoofilia. Se l’argomento vi turba, non leggetelo. N.d.A.] «Stasera avremo ospiti a cena. Verrà la mia cara amica Lucia», annunciò con enfasi esagerata Gianna appena chiusa la conversazione tramite il cellulare. Subito una smorfia di insofferenza comparve sul volto di Carlo, motivo per il quale Gianna si sentì in dovere di aggiungere «E non cominciamo a sbuffare ». Rivolgendosi quindi verso di noi «Lucia è una mia compagna di liceo con la quale ero veramente molto amica. Nel tempo, entrambe siamo molto cambiate. Io mi sono aperta completamente alle esperienze della vita, mentre lei è rimasta la figlia di papà con un po’ di puzza sotto il naso.» «La puzza sotto il naso non sarebbe nulla, è che non smette mai di parlare di argomenti interessanti solo per lei!» sbottò Carlo. «Però è una mia amica, cui non so dire di no, quindi per l’amore che tu dichiari di nutrire nei miei confronti puoi anche fare lo sforzo di sopportarla una sera ogni tanto.» Lucia arrivò puntuale un quarto d’ora prima che la cena fosse servita, giusto in tempo per l’aperitivo. Era una bella donna, alta, slanciata, con un fisico asciutto, bionda con gli occhi azzurri, ma soprattutto con un portamento distinto che faceva di lei una persona dall’aspetto molto raffinato. Indossava un abito bianco finemente ricamato con un ricco scialle sulle spalle. Era accompagnata da un levriero afgano dal folto pelo candido come il vestito e le scarpe. ...
    GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); La volontà di accordare i colori del vestito con quello del cane era palese. Non facemmo neppure in tempo a presentarci che Lucia prese la parola per cominciare a raccontare le sue ultime esperienze. E continuò anche durante tutta la cena. Narrò dei suoi viaggi in paesi esotici, delle ricercate mostre d’arte moderna che aveva visitato, degli spettacoli di tutti i tipi cui aveva assistito nei migliori teatri della terra o, in alternativa, in locali popolari posti in paesi sperduti. Delle fantastiche persone che aveva incontrato, delle meravigliose tradizioni con cui era entrata in contatto, dei manicaretti che aveva gustato, insomma di tutte le esperienze possibili che una donna del suo lignaggio poteva permettersi in terra, mare e cielo. All’inizio, Cinzia ed io avevamo provato a interromperla per buttare lì anche una nostra esperienza o almeno una riflessione, ma non era servito a niente: Lucia riprendeva immediatamente la parola rincarando la dose e avvilendo la nostra espressività con qualche racconto migliore del nostro o un’erudita citazione. Una noia mostruosa insomma, che ci permise immediatamente di comprendere l’atteggiamento di Carlo. Mentre la povera Gianna cercava in ogni modo di rintuzzare l’amica esorbitante, invero senza molto successo. Terminata la cena ci spostammo nella zona salotto appena due scalini sotto quella del tavolo imbandito. Cinzia ed io occupammo le due poltrone disponibili, Lucia si sedette sul pouf davanti al divano occupato da ...
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