1. Il Venditore Ambulante 5 - Confessioni - III


    Data: 09/10/2017, Categorie: Gay / Bisex, Autore: Soundserio, Fonte: Annunci69

    La mattina seguente dopo una doccia calda e aver sistemato tutte le faccende lavorative posizionai il tappetino d’ingresso sul ciglio della porta e quando il citofono suonò aprii il portone condominiale lasciando socchiusa la porticina dell’appartamento, mi inginocchiai e attesi l’arrivo dello stallone. Appena l’uomo entrò mi trovò come richiesto, completamente nudo in ginocchio. Chiuse la porta alle sue spalle e slacciò il pantalone, tirò fuori l’uccello ancora moscio e senza esitazioni lo accolsi tra le labbra. Un mix di sapori invasero il palato, piscio e uccello allo stesso momento, la cosa non mi schifava, anzi mi eccitava parecchio accogliere un pisello dopo aver fatto pipì. Lentamente la cappella chiara cominciò a gonfiarsi tra le fauci, leccai approfonditamente tutta la punta e con un imprevedibile scatto feci scomparire tutto il resto della protuberanza –“Aaaaahh”- emise piacevolmente l’uomo che si godette il servizietto poggiato sulla porta. L’asta prese vigore gonfiandosi spropositatamente nella bocca, salivo e scendevo bramosamente. Dopo la prima volta avevo desiderato infinitamente succhiarlo ancora. Tornai in alto con la punta della lingua, leccai il frenulo guardandolo dritto negli occhi e mi infilai dentro il buco orinario leccandolo magistralmente. L’uomo contorceva le gambe dal piacere. Inghiottii completamente l’asta ancora una volta salendo e scendendo più volte e risucchiando a dovere come fossi un aspirapolvere –“Brava cosi, succhialo ...
    succhialo”-. Dopo averlo pompato a lungo lo afferrai dalla base sollevandolo e iniziando a leccarlo posteriormente, partii dal frenulo sino ad arrivare alla base dove concentrai la massima attenzione alle palle che ciucciai avidamente una per volta –“Ti piace eh?”- domandai allo stallone mentre sospirava ad occhi chiusi –“Si ciuccia cosi troia”- afferrò i capelli iniziando a scopare la bocca con gran forza –“Cosi succhia succhia”- non riuscivo a respirare, Claudio, che quella mattina si era sciolto i capelli per la pausa lavoro, era particolarmente voglioso e infoiato –“Sei una maiala”-. Aumentò la forza tenendo stretta la testa bloccando l’intero cazzo in gola –“Ora ti sborro dritto in gola troia”- non riuscivo a parlare, dalla bocca riuscivo a emettere solo mugolii incomprensibili e la saliva grondava dal mento –“La vuoi?”- domandò liberandomi dal palo –“Allora la vuoi?”- continuò a domandarmi tirando i capelli mentre prendevo aria –“Si”- , -“Fammi sborrare allora troia”-.Afferrai il cazzo e cominciai a segarlo, oramai ero diventato esperto, la cappella sbatteva sulla lingua che avevo tirato fuori e pochi secondo dopo sentii una forza che mi spinse contro tutto il nerchione che accolsi sino alle tonsille –“Ah ah ah ah”- tremò in punta di piedi proiettandomi quattro caldi schizzi in gola –“Aaah sei proprio un puttanone”- mollò la presa e rinfilò il cazzo nelle mutande, tirò su la zip e andò via lasciandomi a terra completamente grondante di saliva con il suo sapore in gola. ...
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