1. Bocca violata


    Data: 09/10/2017, Categorie: etero, Autore: Morpheus, Fonte: EroticiRacconti

    Ero appena rientrata da scuola e salutando mamma e papa mi diressi nella mia cameretta.Era il primo anno di scuola superiore e lo studio si faceva duro.Dopo aver passato un'oretta a studiare mi era venuta fame e così mi diressi in sala da pranzo sperando che la mamma avesse preparato i suoi soliti manicaretti.Mentre scendevo scalza le scale ,coperta dai soli shorts e canottina aderente mi accorsi che in soggiorno si stava ridendo e scherzando. Aprii la porta per sentire di cosa parlavano quando vidi che c'era un ragazzo oltre ai miei! Che vergogna! ero mezza nuda,con gli shorts che scoprivano metà il mio culetto di 14enne!I miei ridendo fecero finta di niente e mi presentarono Giovanni,un vecchio compagno di università del papà.Lui però nn riusciva a far finta di niente e i suoi occhi cadavano sui miei seni e sulle mie labbra.Mi sentivo molto osservata e senza dire nula tornai su.Mi vestii un pò meglio,jeans e maglietta e tornai giù. "Giovanni resta qui a cena" disse mio padre."Aiuta la mamma ad apparecchiare". Così corsi in cucina ed aiutai la mamma.Di tanto in tanto mi giravo verso la sala per vedere cosa stavano facendo e puntualmente lo sguardo di Giovanni era puntato sul mio culo! Ero imbarazzata,ma anche contenta di piacere ad un uomo "grande".Giovanni era alto e sotto la maglietta aderente si vedeva un corpo molto muscoloso "deve fare culturismo"pensai.Venne ora di cena. Mamma e papà erano molto felici e assieme a Giovanni ridevano e scherzavano come ragazzini delle ...
    medie!Ma tra un sorriso e l'altro gli sguardi di Giovanni si facevano sempre più insistenti.Mi sentivo a disagio.Finita cena tornai in cameretta a prendere alcuni appunti e scese le scale dissi "papà vado a studiare un'oretta da Anna,domani abbiamo il compito di mate". E il papà "ma è lontano.quando avrete finito sarà buio". A questo punto Giovanni subentrò "Si è fatto tardi.Anche io devo andare.Se volete accompagno io Elena dalla sua amichetta" .Io dissi di no,era lo stesso, ma mio padre acconsentì e fui "costretta" ad andare con Giovanni. Mentre uscivamo e salutavamo i miei mi spogliava con gli occhi.Iniziavo ad avere paura.La sua auto era dietro l'angolo e quando le fummo vicini,ormai lontani dagli sguardi dei miei sentii arrivare una mano sul mio culetto mentre Gio diceva "forza che si fa tardi!".Tardi per cosa? mi dissi un po spaventata. Partimmo. Gli indicai la strada ma ad un certo punto quando gli dissi di andare dritto all' incrocio,Giov sterzò bruscamente a sinistra lungo una stradina buia."guarda che dovevi andare dritto" gli feci notare arrabbiata.Ma lui rispose che di li si faceva prima. La strada si faceva sempre più buia,ci stavamo allontanando molto dal centro quendo Gio svoltò lungo una strada ghiaiata e dopo 200m spense l'auto.Mi stava guardando molto morbosamente.Io spaventata gli chiesi perchè si era fermato ma prima che finissi la frase lui smontò dall'auto velocemente,aprì la mia portiera e afferrandomi per un braccio mi strattonò fuori dall'auto.Caddi ...
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