1. IL BOSCHETTO


    Data: 10/10/2017, Categorie: Etero, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    IL BOSCHETTO“Ci prendiamo un caffè e poi ci appartiamo da qualche parte” mi proponeE come potevo rifiutare?Sono arrivato nel “nostro” bar alle 10. Lei era già lì che mi aspettava. Mi vede e le esplode un sorriso.Io ricambio. Ci baciamo, appena sfiorandoci. Ci prendiamo una cioccolata.“Con panna?” chiede la barista“No, grazie” risponde Lara“La panna la metto io..” sussurro io, incapace di trattenermi. Me ne pento subito. Battuta gretta e maschilista. Mi giro e Lara sorride. Quanto mi piacciono i suoi occhi.Parliamo del più e del meno, di lei, della sua vita. Di me e di come la mia vita sentimentale sia andata a gambe all’aria. Colpa del lavoro, no è colpa di lei, o forse mia. Alla fine di chi sia a colpa, poco importa. Conta davvero che non sto più insieme a mia moglie.Eppure lei mi guarda e mi dice: “Ti invidio, Francesco.”Mi invidia. Ad uno al quale è andato a puttane il matrimonio potrebbe dar fastidio. Ma so benissimo cosa intende. Invidia la mia libertà. Invidia proprio il fatto che io mi sto separando.Lara ha un modo tutto suo di guardarmi. Mi guarda, poi mi bacia, velocemente e poi guarda da un’altra parte. Questo suo modo di essere mi piace. I suoi modi sono gentili, timidi.Finiamo presto la cioccolata. Dopo quello che c’è stato lunedì, vogliamoil resto. Vogliamo entrambi replicare.Ci dirigiamo alla macchina. Saliamo sul mio fuoristrada, senza indugi. E’ la macchina più grande, e sappiamo entrambi che ci vogliamo.Partiamo alla ricerca di un posto, ma la ricerca non ...
    sarà facile. Io non sono di queste parti, non so dove andare, mi affido alle sue indicazioni. Pensavo avesse un posto “preferito”, ma dopo un pò mi rendo conto che giriamo un pò a caso. Mi infilo in una strada, ma ci troviamo in mezzo ai meleti. Nessuna copertura, nessun posto dove poter parcheggiare la macchina per poi dedicarci a noi.La frustrazione comincia a farsi pressante. Per tutto il “viaggio”, ammesso che si possa chiamare così, ho la mia mano tra le sue gambe, vedo che lei perde la testa, di tanto in tanto, distraendosi dal compito di navigatore umano.Torniamo sulla statale, ad un certo punto vedo una svolta a sinistra. Mi dice di imboccarla e svolto. Ci ritroviamo in una stradina piccola. La macchina ci passa appena.“Un altro meleto?” mi domando, frustratoInvece quella stradina porta in un posto, sotto un bosco ben nascosto. Parcheggio la macchina sull’erba, mi giro e mi trovo le sue labbra appoggiate alle mie.Sorride, timida, e si gira dall’altra parte. Sorrido a mia volta, deliziato dal suo modo di fare. Troppa eccitazione, per notarlo la volta precedente.“Andiamo dietro? Stiamo un poco più larghi..” propongo“Si..” diceCi spostiamo dietro..sposto i sedili anteriori in avanti, per avere più spazio possibile.Entriamo nell’abitacolo, ci guardiamo e..ci saltiamo addosso.Io la bacio, e lei ricambia con passione. Le nostre lingue si intrecciano, si cercano febbricitanti. La mia mano le afferra i seni, glieli stringo. Lei mugola, con la lingua infilata nella mia bocca, e ...
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