1. Africa United


    Data: 10/10/2017, Categorie: Orge, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Marta da sempre è attratta dagli uomini di colore, dai loro corpi vigorosi, dalla pelle scura, dalla dotazione che immagina o che intuisce dalle pieghe tirate sulla stoffa dei pantaloni, da quell'esotismo ferale che sente potrebbero scatenare su di lei.Ma tutto ciò erano pensieri che rimanevano impalpabili nella sua mente, quasi inconsci e sicuramente da inibire...Così è vissuta Marta, concedendosi poco di ciò che è proibito, qualche scappatella quando era fidanzata poi subito rovinata dai sensi di colpa e dai rimorsi.Poi il matrimonio, poi la prole, poi la vita che scorre placida.Finchè all'Agosto di 2 anni fa in cui rimane a secco lungo una strada. Gente non ne passava, tutti in ferie, tutti altrove. Era rimasta bloccata là e il distributore era parecchio lontano, impensabile andarci a piedi, con quel caldo, con un vestitino leggero a proteggerla dal solleone e le infradito.Per un pezzo attese che passasse qualcuno che potessa darle un passaggio e finalmente quando vide quel pullman pensava fosse un miraggio: autobus da quelle parti non ne passavano mai, mica era una zona turistica; ed invece era vero, si mise accanto all'auto e fece l'autostop. Il mezzo la sorpassò arrestandosi poco più avanti e lei raggiunse zompettando lo sportello anteriore aperto e lì rimase attonita: l'autobus era pieno di nordafricani!Lì per lì non sapeva che fare, fidarsi o meno, certo chissà quando sarebbe passato qualcun'altro di là e poi non voleva fare la figura della razzista intollerante a ...
    rifiutare il loro aiuto quand'era palese che ne aveva bisogno.Spiegò loro che era rimasta senza carburante e chiese se potevano accompagnarla fino al più vicino distributore.Il tipo accanto al guidatore fu molto gentile e le disse che avrebbero accompagnato sicuramente una così bella donna e lei abbagliata da quel sorriso candido sulla pelle scura del suo viso salì a bordo.Il tizio parlò all'autista in una lingua che non capì, assomigliava al francese, ma con suoni e parole assolutamente inedite per lei. Risero, risero tutti, anche quelli che stavano dietro e l'autobus partì.In quella risata si rese conto che qualcosa non andava, che aveva fatto una decisione azzardata.Lui si presentò come Abdul e le disse che l'autista suo amico si chiamava Bizzy.Le diede la mano e poi non la lasciò più: le disse di accomodarsi tirandola verso il centro del pulman. Le tende erano tutte tirate ed era tutto in penombra ma si vedeva bene che l'autobus era pieno: oltre a lei c'erano 40 nordafricani e negli occhi di tutti c'era una bramosia che la turbò.Tutti parlottavano tra loro ed Marta non capiva nulla di ciò che si dicevano.Abdul le disse che era proprio una bella donna e che tutti si stavano congratulando per la fortuna d'imbattersi un una donna come lei.Con la coda dell'occhio guardava che percorso stava facendo l'autobus e quando vide che girò verso la zona industriale le venne il panico.Comiciò a chiedere dove stavano andando, cosa stava succedendo, il timore ben comprensibile nella ...
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