1. QUANDO C'E' LA CRISI ... 3


    Data: 10/10/2017, Categorie: Tradimenti, Autore: marco1956, Fonte: Annunci69

    natura con il viso stravolto, lo baciai dolcemente, lo leccai, colsi dal buchetto gocce del suo nettare: sapevano di maschio e di acre dolcezza. Circondai con le labbra la cappella scivolai lungo l'asta con tutta la bocca, aperta per suggere aromi, liquori, essenze di quel cazzo che inaspettatamente mi si offriva. Mentre iniziavo a succhiare con movimenti ancora incerti valutai dentro di me che non avevo più preso un cazzo in bocca da almeno 15 anni. Glieli facevo a Paolo da fidanzata, poi anche da sposata, la gravidanza creò le prime interruzioni. Con la nascita di mio figlio le cose peggiorarono; durante l'allattamento Paolo si riavvicinò; tentavo di oppormi, ma lui insisteva, gli piaceva troppo e anche a me: così riprendemmo quella bella abitudine quando non si poteva scopare. Durante i pompini spesso mi invogliava a bere la sua sborra dicendo: "è tutta salute per te e per il bambino che allatta alle tue tette". Purtroppo anche quel periodo finì e i nostri rapporti entrarono nella consuetudine che è l'agonia della passione, i rapporti si fecero più rapidi, freddi e rari. Mentre in un attimo pensavo alla mia vita sprecata riprendevo i vecchi cari gesti del pompino perfetto: leccavo l'intera asta liberandola dalla morsa delle labbra, poi la riconquistavo per assaporarla sul palato duro, su quello mole, giù giù fino all'ugola e alla gola, quasi fino a soffrire, poi risalivo tirandolo a me, insalivavo la cappella mischiando il mio umore orale ai suoi umori di ragazzo cazzuto ...
    ed esuberante. Con le mani che avevano definitivamente abbandonato gli arti inferiori per conquistare l'arto più importante e imponente, carezzavo insistentemente le palle e la peluria, stuzzicavo il perineo e titillavo il buchetto anale. Il corpo di Mattia tremò e vibrò intensamente, soffiò sillabe incomprensibili e infine scaricò caldi effluvi di sperma sulla lingua, dentro la bocca, trattenendo saldamente la mia testa e la mia bocca sul suo cazzo che continuò con getti via via più modesti a riempire la mia bocca. Solo quando concluse, allentai la presa delle mie labbra e inghiottii lentamente la rimanente parte di sperma presente ancora nella mia bocca; lo lasciai infine, ma solo dopo averlo ripulito di ogni traccia di sborra, baciai la sua cappella ancora gonfia e arrossata di passione. Mattia mi carezzò ancora le tette, il viso e la spalla, poi mi sibilò un semplice: "grazie". Mi ricomposi un pò, arrossii al suo sguardo che pretendeva di leggere nel mio viso reazioni esplicite. Ora davvero mi sentivo sporca, non avevo più alibi, avevo tradito realmente Paolo. Ma non riuscivo a sentirmi in colpa, anzi ero presa da una voglia di rifarmi, di riprendere con lui i rapporti felici e soddisfacenti che avevamo avuto. Completai ancora il massaggio per un'ora almeno, finchè mi chiamò al cellulare la zia che chiedeva se avevamo finito; le confermai che avremmo interrotto appena sarebbe arrivata lei. Arrivata, Daniela si gettò al petto di Mattia, lo coprì di baci e abbracci troppo ...