1. L'avvocatessa violentata dagli operai


    Data: 11/10/2017, Categorie: Etero, Orge, Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Anche quel giorno mi ero svegliata un pò svogliata nella mia Milano.Era una mattina come le altre, una doccia veloce e un caffè... e poi via a lavoro nel mio studio in centro.Faccio l'avvocato da cinque anni, ne ho 32, e devo dire che sono abbastanza soddisfatta di me.Mentre salivo le scale ho incrociato un gruppo di operai di una azienda di traslochi che aspettavano all'ingresso dell'androne. Li ho guardati con sufficienza... come mio solito con le persone per me poco interessanti. Loro invece mi avevano fissata con attenzione, studiando ogni particolare di me e seguendo la mia sagoma fino alla porta dell'ascensore.Sentivo i loro sguardi posarsi sul mio corpo, come mani che mi accarezzavano.Presi l'ascensore e arrivai in studio. Avevo una udienza importante, presi i documenti e scappai in Tribunale. Ripassando dall'atrio rividi gli operai di prima che cominciavano a salire per i piani alti del palazzo rumoreggiando. Non li degnai nemmeno di uno sguardo, mentre da parte loro ci furono di nuovo commenti che non riuscii a sentire ma di cui potevo immaginare il contenuto. Del resto mi capitava spesso che gli uomini facessero commenti sul mio aspetto.Non ero una dea, ma ero e sono sempre stata una bella ragazza, alta, con lunghi capelli neri e occhi neri intensi e penetranti, una pelle molto liscia e vellutata, bocca sensuale e un corpo che suscitava le fantasie sessuali dei maschi, una quarta di seno, con i capezzoli rosa e grandi, un bel paio di gambe e un sederino sodo e ben ...
    tornito.Terminata l'udienza tornai in studio ed incrociai nuovamente due operai del solito gruppo, due non giovanissimi che mi squadravano.Mi voltai e guardando uno negli occhi gli chiesi bruscamente perchè mi guardasse così, come se non avesse mai visto una donna prima d'ora. Ero stata particolarmente acida e loro, risentiti, mi dissero che non era il caso di reagire così, in fondo era normale per una ragazza così bella essere guardata. Non gli ascoltai e me ne andai nel mio studio.Il giorno dopo era sabato e non c'era quasi nessuno nel palazzo, entrai dirigendomi verso la mia porta quando mi accorsi che gli operai stavano lavorando nell'appartamento di fianco al mio.Cominciai la giornata di lavoro e all'ora di pranzo scesi per una pausa caffè al bar, incontrai nuovamente gli operai con cui avevo discusso il giorno prima che vedendomi parlottavano tra loro ridacchiando e toccandosi le parti basse, con fare molto esplicito.Non diedi loro importanza e tornando dal bar mi fermai nella mia boutique preferita dove acquistai alcuni capi intimi, la mia passione, due baby-doll una sottovestina in pizzo, due completini e qualche paio di autoreggenti abbinate.In realtà, a fronte del mio aspetto molto austero e freddo, ero una maniaca di questi capi che indossavo sempre.Tornai al mio lavoro, poi verso le 19 sentii squillare alla porta. Mi alzai, era strano, non avevo fissato nessun appuntamento e perciò non aspettavo nessuno. Inoltre era sabato, non un giorno usuale per gli appuntamenti ...
«1234»