1. Una sera in ufficio


    Data: 12/10/2017, Categorie: Tradimenti, Autore: dacquord, Fonte: Annunci69

    Era un po' che con Gabri, le cose andavano come andavano, ormai non mi facevo più tanti scrupoli, se capitava l'occasione e ne valeva la pena, prendevo la "palla al balzo". Erano mesi che la moglie di un mio cliente, passava a trovarmi, con scuse veramente ridicole. Giorno dopo giorno si faceva più ardita. Quando vedeva che non potevo darle tanta retta, restava lì,seduta a sentirmi parlare al telefono anche per ore. Un giorno le chiesi il perchè di questo suo atteggiamento. Mi rispose "Perchè mi piaci da morire, voglio essere la tua amante" La guardaì tra il sorpreso ed il perplesso. Una bella donna così, sempre elegante, con vestiti sempre ultra attillati, mini,mini gonne e top o magliettine che ben mostravano quella terza di tette incredibilmente sode, quelle gonne così corte che più volte mi fecero ammirare l'intimo della signora. Le risposi, riprendendomi "Ci sono un nuomero esagerato di uomini in città, perchè io?!" Mi rispose secca "Non ci sono uomini come te!" Prevenendo la risposta "Neppure mio marito, vale un tuo mignolo" ed aggiunse, dando il colpo definitivo "Per te sono disposta a fare tutto, tutto quello che vorrai". Lo disse guardandomi dritta negli occhi, con quelle labbra rosse, che si aprivano lasciando vedere dei bellissimi denti bianchi, curati. Provai a scherzare sulla cosa, ma intanto, mi si cominciò a gonfiare di voglia "l'attrezzo". Cercai di schernirmi, ma più cercavo di fermare le parole della signora, più lei si accalorava. Si alzò in piedi e venne ...
    da me, girando attorno alla scrivania. Mi spostò e guardandomi provocante, sia gli occhi che il cazzo, che ormai era gonfio dentro i pantaloni e di certo la signora non faticò a capire l'eccitazione che era in me. Appoggiò un piede sulla mia poltrona, in mezzo alle mie gambe aperte e spinse leggermente la poltrona, restando con il piede appoggiato. Voleva farmi vedere che non aveva nulla sotto. GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Il pelo biondo e curato,era ben visibile. Il mio cazzo fece un salto dentro i pantaloni. Lei sorrise e puttana disse "Vedo che hai visto la mia micina". Si mosse dirigendo le mani sulla mia cerniera, sibilando "lasciami fare". Mi sbottonò i pantaloni, cintura, bottoni e li aprì. Avevo il cazzo che usciva dalle mutande da quanto era duro ed eccitato. Sorridendo mi disse "complimenti" ed aggiungendo "vedi che anche tu lo vuoi!". Abbassandosi, mettendosi in ginocchio, mi tirò fuori sia il cazzo che le palle, cominciando a baciare, leccare e mordere. Ormai ero completamente nelle sue mani, in tutti i sensi. Lentamente si rannicchiò dentro e sotto la scrivania, ciucciandomi di gusto il cazzo. Ebbi la prontezza di piegarmi in avanti, avvicinandomi di nuovo alla scrivania. Mi era parso di sentire dei passi, forse la mia segretaria stava per bussare o entrare. Ed infatti entrò ! Fece per dire qualcosa, ma la prevenni "la signora è di là, in bagno. Mi dica pure" . La scrivania era per fortuna di quelle completamente chiuse, per cui nulla poteva trasparire. ...
«1234»