1. Tondo di autore


    Data: 12/10/2017, Categorie: Etero, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Arrivo tra cinque minuti solo il tempo di parcheggiare la macchina. Ok ti aspetto al tavolo. Arrivo e sei splendida come sempre, come piaci a me e come mille volte ti sogno. Donna consapevole del proprio fascino ma con aria non seriosa e quello strano sguardo di sfida che sembra dire: voglio vedere dove vuoi arrivare. La gonna corta sopra il ginocchio scopre la gamba già abbronzata; i sabots con tacco vertiginoso e punta dardeggiante mi fa pensare alla tua lingua; la maglietta aderente e scollatissima mi obbliga a distogliere lo sguardo da tuoi occhi per soffermarmi sulle dune profonde del tuo seno dove vorrei perdermi con la bocca e la faccia.Ti alzi in piedi e mi baci sulla guancia inondandomi col tuo profumo sempre intenso e solleticandomi con i capelli sciolti e crespissimi. Ci sediamo e ordiniamo due aperitivi che velocemente arrivano assieme a qualche crudité, salatini, tartine, pezzetti di pane e salsette piccanti. Diamo un sorso e sorridiamo, guardandoci negli occhi per scrutare cosa abbiamo dentro.Nel misurare ogni centimetro della tua figura mi illumino e sento montare un desiderio incontenibile. Sei troppo per me, sei unica e solo tu mi sai stimolare in questa misura solo con lo sguardo. Mi becchi ripetutamente a guardarti le gambe e le tette, ma sembri solo compiaciuta di dominare e scatenare il mio desiderio.Per cavalleria preparo una tartina con pane tostato e sugo piccante messicano. Poi la avvicino alle mie labbra, ma prima di addentarla decido di cambiare ...
    indirizzo e dirigo la mano verso di te. Tu guardi incuriosita, forse non ti piace nemmeno, ma addenti la tartina con voracità e, guardandomi negli occhi, mi mordi leggermente il dito indice. Quel gesto, solo apparentemente naturale ed involontario, scatena ulteriormente la scena ed allora io prendo coraggio allungando la mano sotto il tavolo verso le tue gambe. Sento la pelle liscia a contatto con i polpastrelli e continuo a guardarti. Colgo eccitazione nel tuo modo di fissarmi con le pupille sempre più dilatate e decido di continuare. Siamo in un bar, al crepuscolo, in pieno centro, ancora non c’è molta gente ed il nostro tavolo è in un angolo protetto su due lati da una siepe alta e quindi inaccessibile dagli sguardi del fronte strada. Gli altri tavoli occupati sono al lato opposto del gazebo, ma la compagnia seduta è distrattamente assorta a conversare. Allora scosto la gonna e mi infilo sotto per risalire fino alla parte interna delle cosce dove la temperatura è più elevata. Ti costringo a scavallare le gambe che apri distendendoti sullo schienale della sedia dandomi l’opportunità di risalire. Allora trovo con meraviglia e piacere che in questa serata tardo primaverile non indossi le mutande ed il passaggio alla tua fica è libero e diretto. Ci arrivo scostando le labbra ed insinuandomi dentro con l’indice mentre tu devi socchiudere le palpebre e morderti le labbra per trattenere un piccolo segnale di piacere. Dopo pochi movimenti di inserimento tolgo il dito accompagnato da ...
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