1. Non me ne sono accorto prima


    Data: 12/10/2017, Categorie: Incesti, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Sono un uomo.Un lavoratore.Anche un padre, si.Non sono un marito, non più.Quando conobbi Laura, la madre di mia figlia Silvia, fu amore a prima vista. Mi accorsi subito di quanto fosse indisponente ad ogni forma di limitazione o legame ma credevo che l’amore avrebbe placato il suo spirito libero.Così non fu.Con un bigliettino liquidò me e Silvia e corse all’estero, in Africa, a riprendere il suo lavoro come reporter.Pochi mesi dopo era già pronto l’atto di separazione consensuale, io non mi opposi.Perché farlo? Perché lottare?Lei non lo voleva, lei non ci voleva.O almeno ci voleva a rate.Silvia l’ho tirata su io. Quando Laura andò via lei era una bambina di soli 2 anni. L’ho allevata, l’ho cresciuta, l’ho accudita.Ho passato tutti gli anni dalla sua nascita ad oggi a provvedere a lei sperando di colmare le mancanze di sua madre. Anche lei l’ha compresa e, in effetti, Laura non è mai stata poi così lontana da noi. Solo si era accorta che la vita matrimoniale non le si confaceva ma ha sempre rispettato alla meglio i patti sull’affidamento.Ogni 3 mesi, quando torna da un viaggio di lavoro, chiama Silvia e si fa raggiungere nel suo appartamento. Le porta spezie, abiti, oggetti dei vari posti in cui è stata, le racconta storie. Silvia si ferma da lei per vari giorni e poi torna a casa prima che la madre riparta.In sostanza è un equilibrio di cui non ci si può lamentare.Ma Silvia, la mia bambina, l’ho cresciuta io.C’ero io quando aveva la febbre, io quando litigava con i compagni ...
    di classe e tornava piangente, sempre io quando l’interrogazione non andava bene e aveva bisogno di una mano.C’ero io. Per la mia bambina c’ero io.La mia bambina è donna, ormai.“E intanto il tempo se ne vae non ti senti piu' bambinasi cresce in fretta alla tua etànon me ne sono accorto prima”Da un po’ di anni la sua fisionomia è cambiata e mi fermo ad osservarla appena posso. Ogni mattina la osservo voltata di spalle verso la cucina, riscalda il latte e prepara il caffè prima di uscire io per lavoro e lei per la scuola.Le sue linee morbide si fanno sempre più sottili, i suoi seni più pronunciati e gli atteggiamenti maliziosi… ogni giorno ne scorgo uno diverso.E poi esce.Non si possono chiudere i figli in casa e la sera esce. Marta, Giulia, Simona… Antonio? Chi è Antonio?Amici, compagni di classe… ok, va bene.E la sera aspetto lei, aspetto che torni.Lo so, sono apprensivo. Ma dopo aver dedicato una vita solo alla propria figlia?Dopo che questa è diventata l’unica compagnia, l’unico scopo, l’unica ragione?Evito troppe domande, è più tranquilla rispetto a Laura ma, come sua madre, desidera la sua indipendenza e ad ogni minima intrusione scatta e mi esclude. Ma so che se ha bisogno, se ha voglia di raccontare lo fa di sua spontanea volontà. E poi non mi ha mai dato modo di preoccuparmi. Non più di quanto ce ne si debba preoccupare per un comune adolescente.“la porta chiusa male e tulo specchio, il trucco e il seno in sue tra poco la sera usciraiquelle sere non dormirò mai”Da un ...
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