1. 141 - La piccola Luisella sfondata in figa e in culo dal papà


    Data: 30/10/2017, Categorie: Etero, Trio, Incesti, Orge, Saffico, Autoerotismo, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Dormii male quella notte e verso le quattro del mattino stanco di girarmi e rigirarmi nel letto, mi alzai e silenziosamente mi vestii.Fuori era ancora buio e faceva anche abbastanza fresco.Per non restare fermo seduto su una panchina, mi incamminai raggiungendo il lungomare, l'alba stava per nascere, mescolando il suo chiarore soffuso al buio della notte, le luci dei lampioni, ormai quasi inutili, erano ancora accese; incrociai un paio di gruppetti composti da ragazzi e ragazze che verosimilmente rientravano frettolosamente a casa. Vidi a circa cento metri un’insegna al neon accesa, di colore azzurro fosforescente, essa raffigurava chiaramente una tazzina di caffè fumante. Pregustando l'aroma e il sapore intenso della bevanda e la croccantezza di una buona brioche, accelarai inconsapevolmente il passo e in breve raggiunsi il locale. Vi entrai e notai immediatamente una giovane coppia seduta ad un tavolino, i due si guardavano romanticamente negli occhi tenendosi per mano e sospiravano probabili giuramenti d’amore eterno. Un uomo corpulento, appollaiato sopra ad un alto sgabello, stava appoggiato con i gomiti al bancone a rimirare, con lo sguardo perso nel vuoto, lo scaffale antistante colmo di bottiglie di liquori. Dietro al banco un uomo e una donna con indosso dei grembiuli bianchi, essi, con esagerata cortesia mi chiesero in coro cosa volessi ordinare.Chiesi loro un caffè ristretto e aprii una vetrina colma di croissant ancora tiepidi; ne scelsi uno ripieno di ...
    marmellata d’albicocche e mi sedetti ad un tavolino. Divorai la brioche e la donna mi servì al tavolo il caffè accompagnandolo con un bicchierino d’acqua minerale gasata. Dopo aver bevuto il caffè, attraverso la grande vetrina, guardai fuori e meditabondo ammirai il fantastico spettacolo del sole che all’orizzonte sembrava nascere direttamente dal mare.Mancavano pochi minuti alle sei e la mia mente stava valutando la situazione che mia moglie ed io avevamo creato. Coinvolgere pesantemente la nostra giovanissima figlia nei nostri giochi perversi ed innaturali era stata una azione veramente riprovevole, ma purtroppo, ormai era successo. Noi, io per primo, come animali, avevamo solamente seguito l’istinto sessuale, nessuna remora morale era riuscita a condizionarci in positivo. Certo che se pensavo a quel corpo così acerbo e minuto, a quel seno appena sbocciato, alla sua pelle morbida e vellutata, alle sue natiche così sporgenti e invitanti, alla fighetta bagnata, ai suoi occhi persi nella torbida passione, ecco, se pensavo a tutto questo, i miei sensi si riaccendevano irrimediabilmente e sentivo forte l’impulso di alzarmi e raggiungere lei e mia moglie, per ricominciare, per immergermi, non solo metaforicamente, in lei, nel suo essere, nei suoi desiderabili anfratti, nelle sue cavità vogliose di piacere….Pagai la consumazione e con il sole che cominciava a scaldare l’aria, uscii e mi avviai verso casa. Notai che l’edicola di giornali, che prima era ancora chiusa, adesso era aperta, ...
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