1. Ricatto 2 (Memorie di una schiava)


    Data: 02/11/2017, Categorie: Etero, Dominazione, Autoerotismo, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Guardo l'ora: sono le cinque e ventiy4; avrei potuto anche intuirlo dal fatto che nel mio ufficio non si sentono quasi più rumori.L'orario di lavoro è terminato trentacinque minuti fa e siamo in pochi a fermarci oltre il dovuto.Mi alzo dalla mia scrivania, prendo la borsa di carta che avevo con noncuranza posato accanto a me e mi indirizzo verso il bagno.Mi porto anche il cappotto con me: per fortuna non c'è nessuno in giro, se no qualcuno potrebbe chiedersi cosa mi serva il cappotto nel gabinetto.Prelevo una busta dalla borsa e la appoggio sul lavandino, quindi incomincio a spogliarmi. Mi tolgo prima il maglioncino e la camicetta, quindi mi libero dei collant e della gonna.Piego tutto diligentemente e lo metto nella borsa di carta.Mi guardo nello specchio: sono sicura di andare avanti?Non è che mi sto mettendo nei casini, solo per seguire la mia ossessione?Però questa mattina ho ricevuto un ordine preciso, e non voglio essere manchevole.Rompo gli indugi e mi libero anche del reggiseno.Deposito anche questo nella borsa di carta, e dopo poco vi unisco anche le mutandine.Ora sono completamente nuda nel bagno del mio ufficioy4; inutile dire che non era mai successo.Prendo una confezione sigillata che poco prima ho tolto dalla busta e la apro.Per eseguire quest'ordine ho dovuto ridurre la pausa pranzo e andare in un centro commerciale, ma non avevo scelta.Svolgo la prima delle due autoreggenti e la indosso, poi faccio lo stesso con la seconda.Lo specchio mi restituisce ...
    l'immagine di me, nuda con solo addosso gli autoreggenti. Sembra uno scatto preso da un film di Tinto Brass o qualcosa di quel genere.Indosso nuovamente le scarpe, quindi mi metto il cappotto.Si vede qualcosa? Non mi pare proprio.Prendo quindi un foulard dalla tasca del cappotto e lo giro attorno al collo.Ora solo uno scanner a raggi X potrebbe capire che sotto non indosso nulla.Prendo la borsa di carta, sblocco la serratura del bagno e torno nel mio ufficio.Chiudo il computer, metto a posto le ultime cose, quindi prendo la borsetta.Oltre a me, c'è solo il mio capo.Faccio capolino nel suo ufficio e gli dico che sto andando a casa.Questo è uno dei momenti critici. È già capitato ­ e sicuramente capiterà ancora­ che proprio in quel momento mi abbia chiesto di fare un'ultima cosa.Quasi me lo sento suonare in testa: "Aspetta ancora dieci minuti, vediamo assieme questa pratica, dai! Siediti un attimo, togliti il cappotto".Non so come farei in una situazione come quella.Invece non succede nientey4; guarda verso di me, mi saluta con un sorriso e mi augura buona serata.Esco nell'aria frizzante di dicembre. Ovviamente ho freddo: anche se sono coperta da un cappotto, ho diversi strati in meno a coprirmi.Monto in macchina, accendo il motore e alzo il riscaldamento al massimo.Quando era stato costruito parecchi anni fa era stato definito il più grande centro commerciale d'Europa.Non so se lo sia ancora o se lo sia mai stato, però indubbiamente è grande.E soprattutto a dicembre, come in tutti i ...
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