1. Un sorriso che incanta


    Data: 15/11/2017, Categorie: Etero, Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    E’ da tanto tempo che lo avevo ritenuto probabile e addirittura sperato, finalmente adesso siamo da soli, giacché penso esultante al suo fantastico sorriso, ai suoi capelli neri e lisci, poiché immediatamente sto tornando indietro con la testa a sette giorni fa in quel primo pomeriggio. Sono capitato non molto tempo fa in quella limitata insenatura con gli scogli pianeggianti che digradano verso il mare, per il fatto che diffondono un colore verde cristallino a quel primo metro d’acqua che sale e che scende ritmicamente. Io mi sono fermato qui tenuto conto che la rada è talmente piccola, visto che permette sopportando adeguatamente l’entrata d’una sola imbarcazione, in questo modo posso riposarmi e pigliare il sole nudo come piace a me, con un buon libro, un po’ di musica nel lettore, assieme naturalmente a una ottima bottiglia di vino bianco immersa nell’acqua in modo tale che si mantenga fresca.Senza rendermene conto m’addormento a pancia in giù fino a quando degli inattesi spruzzi fatti senza preparazione mi fanno destare di soprassalto, cosicché aprendo gli occhi un po’ infastidito e spazientito vedo emergere dall’acqua con una movenza instabile e vacillante tra gli scogli una magnifica ragazza. Lei fa qualche passo sulle rocce piatte e si sdraia volgendomi di continuo le spalle. Al momento non sono in grado di squadrarla al meglio, malgrado ciò ne ho intuito unicamente la sua gracilità, le sue incantevoli gambe, un didietro sferico e due spalle direi alquanto ...
    aggraziate e armoniose nel loro insieme. Intendiamoci, lei non è una modella, ma è dotata d’un fascino e d’un delizioso influsso tutto suo. Eccezionale penso io in quell’istante, perché qui di solito non viene mai nessuno, però forse pure lei visto il mio nudismo ha pensato che fosse un buon posto per stare un un po’ in silenzio e in tranquillità. La giornata scorre serena e pacifica tra un bagno e l’altro, mio e suo, che mi permette a questo punto di guardarla in tutta la sua avvenenza: lei ha una faccia angelica incorniciata da una montagna di capelli lisci, un letizia e una spensieratezza unica che scaturisce da quella dentatura lattea con lo sguardo che pare esprimere rispecchiando la luminosità del firmamento e il pigmento dell’oceano, ciononostante finora non mi ha in nessun caso indirizzato un vocabolo né un risolino; in quel preciso istante noto che pure lei è con un fascicolo colorato, l’apparato radio portatile, un cestino di paglia e nient’altro appresso.Quando lei s’allontana io mi sento francamente un po’ scimunito, persino tonto, giacché avrei potuto benissimo chiamarla e in conclusione ospitarla sull’imbarcazione e riportarla in porto, in tal modo mi rendo conto d’aver perso totalmente il treno. Il giorno successivo tornando nello stesso posto io la cerco immediatamente senza trovarla, quindi mi riaddormento. Dopo circa un’ora al mio risveglio ecco la sorpresa: sulle rocce davanti a me c’è lei, splendida con la cesta sulle spalle e un abitino di cotone chiaro. Lei si ...
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