1. I giochi erotici di Ariadne


    Data: 16/11/2017, Categorie: Autoerotismo, Sensazioni, Altro, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    L'acqua scivolava delicata e tiepida sulla sua pelle.La doccia la rilassava, portandole via tutta la stanchezza della lunga giornata.Si insaponò con il bagnoschiuma, carezzando languidamente ogni centimetro del suo corpo, indugiando sensualmente sul seno, strofinandosi ripetutamente i capezzoli, duri e svettanti, testimoni silenziosi di quanto lei trovasse il proprio corpo eccitante.Con altrettanta voluttuosità, si accarezzò l'interno delle cosce e le natiche, sentendole sode e lisce.Morbide, come la seta.Il semplice toccarsi con le mani la stimolava, come sempre.Sentire il suo corpo reagire a quelle esperte carezze era un piacere unico e meraviglioso.Si sfiorò appena il clitoride e l'ano, sapendo che un contatto più prolungato l'avrebbe costretta ad andare avanti, fino a raggiungere l'orgasmo.E lei, invece, voleva raggiungerlo con calma, eccitandosi poco a poco, diluendo nel tempo il piacere erotico che con maestria si sapeva così meravigliosamente regalare.Ariadne chiuse i rubinetti dell’acqua ed uscì dalla doccia.Con i lunghi capelli biondi avvolti in un asciugamano, si guardò nello specchio del bagno, compiacendosi, come al solito, del suo splendido corpo.Il viso dai tratti regolari, gli occhi azzurri, le labbra carnose e perfettamente disegnate, il naso piccolo, alla francese.Il seno, abbondante e pieno, e dai grossi capezzoli rosa, era la parte che più apprezzava di se stessa.Era un richiamo irresistibile, un invito sfrontato, per tutti gli uomini con i quali andava a ...
    letto.Loro amavano baciarlo e sfiorarlo con le labbra, leccarlo in punta di lingua, carezzarlo con mani a volte ruvide ed impazienti, a volte delicate e gentili.Essere così eroticamente stimolata era una cosa che la faceva da sempre impazzire.Ma la cosa che più la eccitava, la situazione che maggiormente stimolava il suo desiderio, era quando i suoi amanti le mettevano il cazzo tra i seni, strofinandolo tra quelle due morbide collinette, mentre lei le stringeva con le mani, imprigionando fra esse quel palo di carne bollente, fino ad arrivare ad assaporare, con le labbra e la lingua, la cappella congestionata...Le gambe, lunghe e slanciate, dritte e tornite, dalle caviglie nervose e sottili, le natiche formose e perfettamente modellate, il ventre piatto.Lo specchio le restituiva l'immagine di una donna nel fiore degli anni, bella e sensuale, erotica ed affascinante.Si portò una mano alla fica, allargando le grandi labbra con le dita.Con un brivido di bramosia ripensò alla lingua infernale di Barbara, la sua collega...Scacciò il pensiero di quella donna dalla mente.Era ora di iniziare a prepararsi.Doveva uscire con Alexandros, a cena.E, dopo, sarebbero andati a casa sua, per concludere a letto la serata.Voleva farsi trovare bella ed elegante, desiderabile e sexy come sempre.Uscì dal bagno per rientrare in camera.Completamente nuda, si sedette sul letto, guardandosi ora nello specchio dell'armadio.Si piaceva da impazzire.Dal cassetto del comodino, prese lo smalto e, agitandolo, ...
«123»