1. Averti accanto


    Data: 18/11/2017, Categorie: Etero, Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Il musicista incoraggiava e sospingeva la sua melodia in modo disadorno e piuttosto fiacco, quasi come se quell’armonia personale fosse il canto avvilito, inquieto e malinconico del suo animo e del suo stesso spirito. Il cielo era grigio, eppure quell’eccezionale e inconsueta canicola del mese di settembre, reprimeva soffocando la città chiusa come all’interno d’una smisurata serra, intanto che noi filiformi e semplici virgulti acquistavamo vigore raccogliendo pigmenti e vivacità multiformi. Prima d’uscire io mi ero coperta con un pastrano, in quanto ero convinta che un nubifragio m’avrebbe alla fine colto sul fatto, tant’è vero che appena smisi di pensare all’evento il temporale iniziò a inzupparmi. Quel personaggio io dovevo affrontarlo nel dopopranzo, all’interno di quella taverna ammobiliata con un arredamento d’altri tempi, perché lui m’avrebbe riferito come di solito - sai mi dispiace e mi ferisce tanto - in seguito m’avrebbe agguantato con dovizia la mano stringendomela, ne avrebbe baciato il dorso, dopo m’avrebbe sorriso falsamente e toccato educatamente la capigliatura per avvisarmi di soppiatto:“Andiamo a scopare, così ce la spassiamo un po’ - io avrei approvato acconsentendo, rimanendo però angustiata, soggiogata e per di più al momento incollerita.Io avrei fatto l’amore fingendo e recitando un improbabile e un inverosimile trasporto, alla fine lui si sarebbe alzato, avrebbe fatto la doccia, in quanto il giorno dopo lo scenario si sarebbe ripresentato tutto come ...
    in principio simile a una rodata e abile sceneggiatura: le bugie, i deliri incomprensibili, l’antagonismo e le gelosie diffuse da mercato, il voltafaccia, la disonestà e i tradimenti, poi quelle scuse assurde e inverosimili, siccome io ero stata fin troppo indulgente e tollerante. Una seria sanzione, questo sì, ci sarebbe voluto per davvero, di quelle che non avrebbe in nessun caso scordato, per il fatto che avrebbe donato un bell’indizio sia nell’anima, una traccia nella psiche e nondimeno nell’epidermide, poi magari me la sarei svignata allontanandomi nel momento migliore, più che garantito. Sarei mai potuta riuscirci? Io ripetei fermamente in segno di negazione quella richiesta verso me stessa, al momento lo squadravo cautamente in maniera pacifica, giacché ero talmente avezza ai suoi atteggiamenti e alle sue recite bugiarde e infide, alle sue parole illusorie e altrettanto vane.“Lo degusti oppure che cosa fai” - rivendicai acutamente io, gesticolando in direzione della scodella con un segno della testa.Lui rizzò con flemma il dorso e scrutò all’esterno orientando l’occhiata verso l’esecutore e rise a fior di labbra. Io lo biasimavo, disapprovavo dal momento che sghignazzava, prima di tutto laddove lui se la spassava ben contento scansando di sbandierare la sua aleatoria e titubante sicurezza.“Gradirei conoscere per quale motivo tu ridi a fior di labbra?” - gli sollecitai io in modalità distesa e tranquilla.Lui si sollevò ancora una volta e ansimò, agguantò la chicchera e ...
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