1. la signora Ivana


    Data: 18/11/2017, Categorie: Autoerotismo, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Ivana, una rispettabile signora di 48 anni, da tre vedova, guardava dalla finestra della sua casa. I passanti attraverso i vetri potevano apprezzare la sua figura di linee robuste, però ben proporzionate. Due labbra carnose, sormontate da un naso grazioso ed un petto ampio e rotondo. Quello che i passanti potevano solo immaginare erano i suoi fianchi rotondi, le lunghe gambe ed il lato B che nonostante la sua età faceva voltare ancora molti uomini.Ivana guardava il cielo che in quella serata d’autunno era venato dai riflessi rossi del tramonto. A lei il rosso era sempre piaciuto, come il nero lo considerava un colore sensuale.Tutti i suoi indumenti intimi erano di quei colori, il più bello e sexy era rosso, molto fine con delle mutandine ridotte che spesso si infilavano tra i suoi glutei e facevano pressione sulle sue zone intime, eccitandole. E le coppe di pizzo del reggiseno che rendevano ancora più eccitanti i suoi seni dai grandi capezzoli. E che quando se lo metteva e si guardava allo specchio, seminuda non resisteva ad accarezzarsi voluttuosamente il seno ed a titillare i capezzoli fino a farli inturgidire.I tre anni di astinenza cominciavano a farsi sentire e tra le sue conoscenze nessuno aveva, per il momento, dimostrato interesse a quel giardino maturo bisognoso di essere innaffiato di passione e di sesso. Fino a quel momento Ivana aveva vissuto una vedovanza stimabile e dignitosa: “nessuno può spettegolare su di me” si diceva spesso, ma era una gran magra ...
    consolazione. L’unico uomo che frequentava con regolarità la sua casa era Ignazio, che si occupava del giardino e dell’orto e faceva piccoli lavoretti di manutenzione. Ignazio che tanto manteneva il giardino splendido, tanto lui era un individuo burbero e sporco, sempre mal odorante, che la disgustava. Per quello non potè trattenere un sentimento di fastidio quando lui bussò alla porta. Era solo per comunicarle, dopo aver lanciato occhiate alla scollatura di Ivana che, per i prossimi quindici giorni non sarebbe potuto occuparsi del giardino e che aveva dato l’incarico a suo cugino. Ivana ne fu contrariata, come aveva potuto incaricare il cugino senza prima chiedere il suo parere. Ignazio chiese scusa ma, nello stesso tempo, si profuse in lodi al cugino che secondo lui pur essendo più giovane era molto serio e laborioso. Lei accettò il cambio però impose ad Ignazio di non dare le chiavi al cugino, che avrebbe dovuto chiamarla per avvisare che sarebbe passato. Lui si disse d’accordo, salutò Ivana e se ne andò, lasciando una scia di puzza di sudore. Aprì le finestre per fare uscire quell’odoraccio ma, sembrava che le fosse penetrato nei pori della pelle e così decise di farsi un bagno.Mentre riempiva la vasca aprì un cassetto e tolse una scatola rosa che conteneva un acquisto che le era stato recapitato poco prima. Con un gesto ansioso l'aprì e guardò il suo contenuto abbozzando una sorriso: alla luce tenue delle lampade brillava un giocattolo sessuale di colore nero, di rispettabili ...
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