1. Il rappresentante


    Data: 18/11/2017, Categorie: Cuckold, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Facendo il rappresentante, si conosce un sacco di gente, di ogni tipo: ci sono quelli ai quali, anziché sorridergli e proporgli gli articoli che vendi, ti vien voglia di dargli fuoco e altri, in tutte le sfumature, fino a quelli cordiali e, addirittura!, amichevoli.Proprio l’aver conosciuto uno di questa categoria ha profondamente cambiato la mia (ma dovrei dire nostra!) vita matrimoniale. Ho 32 anni e sono sposato da 5 anni con Marica, di 2 anni più giovane; è una bella ragazza: sul metro e settantadue, snella, capelli neri riccioli, profondi occhi verdi tagliati obliqui, un bel paio di tette della 4a misura ed un culo tondo, tonico come è tutto il suo fisico plasmato dalla sua passione per il nuoto. E’ progettista in una grossa azienda elettronica ed è una persona allegra, deliziosa, sensuale… forse anche troppo, pensavo, per i miei gusti. Le volte che mi si è offerta in ogni frangente, in ogni punto della nostra casa… in cucina, appoggiati su qualunque superficie disponibile, pavimento compreso; le volte che abbiamo fatto la doccia insieme, uscendo esausti da cubicolo sono innumerevoli… e poi ovunque, scale, cantina, rimessa per l’auto, solaio compresi. Sentivo che la sua sensualità, la sua giocosa voglia di fare sesso, di esplorarlo a fondo era più ampia della mia e, devo essere onesto, ne ero spaventato, avevo paura di perderla. Ero geloso di tutti gli uomini di cui lei attirava lo sguardo sulle proprie gambe tornite, sul seno sodo, sulle spalle attondate dalla ...
    muscolatura da nuotatrice, dal suo contagioso sorriso e dalla sua dolce aria maliziosa. Sergio è un uomo davvero adorabile. Un marito tenero, premuroso, affettuoso… peccato solo che non pensi mai al sesso; certo, meglio così di quei mariti che son sempre in giro a cercare puttane o semplici amiche compiacenti, ma insomma… devo sempre cominciare io… è raro che a lui venga l’idea di cominciare anche se, poi, fa alla grande la sua parte. Ama la mia bocca, la mia fica, il mio culetto, le mie mani, le mie poppe, la mia pelle tutta, il mio corpo e la mia mente, però…però beh…non capisce, non immagina neanche che io possa aver voglia di ampliare la mia, la nostra conoscenza riguardo al sesso: ogni volta che cerco di affrontare il discorso, mi guarda con gli occhi sgranati, come se mi fossero spuntate le ali o se avessi cominciato a parlare in aramaico antico. Una domenica eravamo andati al parco, a correre in mezzo al verde; per raggiungerlo avevamo usato lo scooter e, sudati ed un po’ ansimanti, stavamo tornando al piazzale dove lo avevo lasciato per prendere da sotto la sella i due asciugamani. Proprio mentre ero a pochi metri, una Mercedes, facendo manovra in retromarcia, urtava lievemente il mio scooter. Il “Cosa cazzo fai?” all’indirizzo del conducente mi uscì d’impulso dalle labbra. Il tipo frenò, scese dall’auto e si accertò degli eventuali danni: nulla, solo una toccatina. Mi sorrise e si scusò per aver urtato il mio mezzo: era un uomo sulla quarantina, abbronzato, col fisico ...
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