1. REALTA' O FANTASIA?


    Data: 19/11/2017, Categorie: Sensazioni, Orge, Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Una sera, in un Club privè che Marco ed io ogni tanto frequentiamo, conoscemmo una coppia con la quale ci siamo divertiti a fare sesso per un paio d' ore. Quando, per il bicchiere della staffa, ci siamo ritrovati al bar, Alex, l' uomo dell' altra coppia, ci parlò di un Club che si trovava vicino a Chiasso, consigliandoci di visitarlo. Marco cercò di avere maggiori spiegazioni, ma la coppia, scambiandosi un sorriso complice, ci rispose che sarebbe stata "una sorpresa". Alex aggiunse che era un "vero" privè, molto ben frequentato e molto esclusivo. Estrasse dal portafogli un biglietto da visita molto semplice, su cui era raffigurato uno stivale nero dal tacco altissimo, il nome del club e l' indirizzo.Sul retro scrisse: "Ok, sono amici", firmando col solo nome.Marco lo prese e lo mise in una tasca interna del portafogli. Non ci pensammo più. Continuammo a frequentare il solito Club finchè, una sera, lo trovammo chiuso "per restauri".Delusi per aver fatto tanta strada per niente, stavamo per tornarcene alla base quando Marco, estratto il portafogli, frugò in tutte le tasche finchè trovò quel vecchio biglietto."Che ne dici - mi chiese - visto che siamo qua, in una ventina di minuti arriviamo a Chiasso e vediamo un pò com' è questo club così "speciale".L' indirizzo stampato sul biglietto corrispondeva alla strada statale che da Chiasso porta a Lugano. Eravamo da un paio di minuti in aperta campagna e ci stavamo chiedendo come avremmo fatto a trovare il Club, quando notammo una ...
    lunga fila di macchine ferme sulla corsia di destra. Pensammo ad un incidente e ci accodammo. La fila avanzava lentamente.Passata una curva, notammo che le macchine che ci precedevano stavano, una ad una, oltrepassando il cancello di quella che sembrava essere una estesa proprietà, circondata da un alto muro.Una piccola, discreta insegna messa "a bandiera" riportava il logo dello stivale. Eravamo arrivati. Quando fu il nostro turno di varcare il cancello, venimmo fermati da due uomini che ci guardarono sospettosamente, dicendoci che quella era proprietà privata. Uno dei due fermò la macchina che ci seguiva, e fece cenno a Marco di tornare indietro. Lui tentò di spiegare che volevamo entrare proprio lì, che eravamo venuti per quello, ma il tizio continuò a scuotere la testa, "invitandoci" ad allontanarci. Prima di arrendersi, Marco ebbe l' idea di mostrare al "controllore" il biglietto che ci aveva dato Alex. Quello lo prese, lesse lo scritto, ci guardò ancora con aria sospettosa, ma ci fece passare.Percorremmo un viale lungo almeno duecento metri, prima di arrivare ad una vecchia, ampia villa a due piani. Parcheggiammo e ci avviammo verso l' ingresso. Malgrado la serata estiva, notai che sia le donne che gli uomini delle altre coppie indossavano soprabiti o spolverini scuri o neri. Io avevo il solito abbigliamento "da discoteca": abitino ultracorto e poco altro.Arrivati all' ingresso, trovammo un addetto al ricevimento che, anche lui, ci squadrò come se fossimo vestiti da ...
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