1. I miei piedini.


    Data: 20/11/2017, Categorie: Sensazioni, Altro, Etero, Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    IL POTERE DEI PIEDIUn caro saluto ai miei lettori, sia a coloro che già mi conoscono, sia a quelli che per la prima volta leggono un mio racconto.Sono anni che non scivo più niente riguardo alle mie vicende e a quelle dei miei piedi...ma questa sera di Giugno sono a casa da sola e poco fa, sfoglianto il mio diario che puntualmente e da anni compilo, mi è capitato di rileggere una pagina riguardante una delle prime volte in cui ho volontariamente deciso di sedurre un uomo con i miei piedi.Voglio condividerla con voi, perchè probabilmente è stata proprio quella la volta in cui mi sono resa conto del potere che i piedi possono esercitare su di un uomo in grado di comprenderne la sensualità: in pratica, li usai per la prima volta in modo consapevole, ma non mi dilungherò oltre.L'uomo in questione era Roberto, il mio iniziatore al feticismo dei piedi e delle calze, che avevo conosciuto una sera in discoteca.Era pomeriggio, avevo diciannove anni, e ormai ci frequentavano da qualche settimana; abitavo ancora con i miei genitori, ma quel giorno sarebbero stati fuori casa fino all'ora di cena per un impegno.Ovviamente approfittai per organizzare un incontro con Roberto e riprovare quelle sensazioni uniche che solo un uomo capace di mettere al centro della sua attenzione i miei piedi è in grado di regalarmi.Per l'occasione decisi di gestire la situazione, volevo farlo impazzire, ipnotizzarlo con i miei piedi...mettere in pratica i suoi insegnamenti.Avevo mezz'ora di tempo per ...
    prepararmi prima del suo arrivo.Dopo essermi fatta una doccia, scelsi dal mio cassetto un paio di collant neri setificati e morbidissimi, piuttosto leggeri e trasparenti.Mi sedetti sul letto e dopo averli avvolti nelle mie mani li srotolai su un piede facendo aderire bene la calza alle dita, al dorso e all'arco, coprendo con la calza la gamba fino sopra al ginocchio; poi ripetei lo stesso gesto con l'artro piede e con l'altra gamba, prima di alzarmi in piedi e avvolgere le cosce e i glutei in quel morbido e sensuale materiale che è il nylon.Lisciai con il palmo delle mani e con le dita le calze all'inguine e sui glutei e sistemai la vita dei collant tirandola verso l'alto.Poi indossai una vestaglia di raso grigio, che ancora possiedo e che uso solo nelle occasioni in cui mi sento particolarmente ispirata.Finii di preparami spazzolandomi i capelli, all'epoca lunghi fino a metà schiena, che lasciai sciolti, e mi truccai leggermente, cercando di dare al volto una aspetto più naturale e sobrio possibile.Attesi qualche minuto e il campanello suonò.Girai le chiavi nella serratura e andai a sdraiarmi sul divano, senza aprire la porta.Quando Roberto fu sul pianerottolo dell'appartamento, non trovando la porta aperta, fece squillare il campanello."Entra pure! E' aperto!", urlai.Sentii la porta aprirsi e poi richiudersi; il cuore cominciò a pulsare velocemente nel mio petto, ma probabilmente non quanto fece quello di Roberto quando mi vide.Ero sdraiata sulla pancia, sorreggevo il viso con le ...
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