1. masturbazio mentis


    Data: 24/11/2017, Categorie: Autoerotismo, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Finalmente posso andare, posso toccarmi, posso impugnare il mio adorato cazzo.Oggi ho avuto troppi impulsi esterni, troppe minigonne, troppi seni scoperti, troppi piedi morbidi e deliziosi, troppi visi angelici.Troppe cose hanno riempito la mia testa per tutto il giorno e adesso, adesso è arrivato il momento di amarli tutti contemporaneamente, è arrivato il momento di denudare quei seni, accarezzare quei piedi, baciare quei visi.Mi rilasso, lo impugno.Impugnare il cazzo da un profondo senso di soddisfazione, sentirselo duro in mano è piacevole appagante, perché durante quei minuti si ha l'impressione di essere utili a se stessi ed amare se stessi, è meglio che amare qualsiasi altra persona.La cappella è rossa e gonfia, la mano ci passa e ci gira sopra, l'indice carezza il prepuzio, e ogni volta, sembra più sensibile della volta precedente ma certamente meno della successiva.Quando mi faccio le seghe mi domando come sarebbe stato se fossi circonciso.La filosofia ha sempre a che fare con la masturbazione.La filosofia è una masturbazione mentale, è appagante alla stessa maniera di quella fisica e in quanto tale, un tantino destabilizzante.Inizia il film che ho deciso di proiettare nella mia mente e così lascio il cazzo per toccarmi i capezzoli.Non esiste sega che non inizi con questo gesto, avvolte alla sega non ci arrivo nemmeno, non arrivo al coito, mi chiudo al bagno, mi tocco i capezzoli e quando sto per arrivare all'uccello e menarlo, mi fermo ed esco.Non è sempre così, ...
    ma quando decido di masturbarmi in questa maniera lo faccio anche due o tre volte al giorno, perché lo stato mentale precedente alla masturbazione è migliore della masturbazione stessa, e questo è un dato oggettivo che credo riguardi tutti, o almeno tutti i cultori come me.Le mani sfiorano con la punta delle dita i capezzoli ipersensibili e il sangue affluisce copioso tra le mie cosce, la cappella si gonfia, pulsa, ormai è violacea e ai miei occhi appare immensa come non mai.Mi viene in mente il culo di quella signora al bar e comincio a sognare di toccarla nel caos del locale pieno di gente.Immagino che lei senta la mia mano ma che non dica niente, e non perché le piaccia, ma per pudore, per vergogna e questo è ancora più bello, più eccitante.La mano mi scende sull'uccello e mi accarezzo le palle depilate e lisce, massaggiandole come sto facendo col culo della signora nel mio porno immaginario.La fantasia è un arma che mi permette qualsiasi cosa ed io, quel “qualsiasi cosa” lo metto in atto, scendendo leggermente ed inchinandomi ai piedi della splendida signora, posando il naso tra le sue dita ed inalando il suo odore.Meravigliosa.La signora imbarazzata, si lascia annusare le dita nell'indifferenza della gente che nel sogno, riempie il locale ma naturalmente non rompe le scatole e lei, sempre più vergognosa, sottrae la sua lunghissima gamba pensando di sfuggire.Non è un problema, perché la signora non sa che il sogno è mio, è il mio gioco e anche se non volesse, non avrebbe ...
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