1. Io e Matteo


    Data: 24/11/2017, Categorie: Etero, Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Era quasi trascorso un anno da quando mio marito m’aveva inizialmente abbandonato e in seguito irrevocabilmente mollato, perché si era preso una sbandata per un’altra donna e in due mesi aveva azzerato annullando quasi vent’anni di vita trascorsi insieme costellati d’affetto, d’amore e di felicità, sì, di felicità perché contenti e spensierati insieme lo eravamo stati e anche tanto. Tutto quest’aspetto, invero, aveva fatto nascere in me la convinzione, l’opinione e la sicurezza che tutto ciò sarebbe durato conservandosi per sempre, in quanto solamente qualcosa d’indipendente e al di fuori dalla nostra irrimediabile volontà ci avrebbe isolato separandoci, invece all’improvviso, io mi ero trovata bruscamente costretta a razionalizzare rudemente le idee, cercando di riordinare un evento inaspettato di fronte al quale ero rimasta incredula e assai sgomenta, giacché io lo avevo utilizzato scagliando e scaricando la colpa su di me, per il fatto che avevo messo tutto in discussione e in aspra polemica, perché avevo passato l’anno più brutto, difficile e piuttosto sgradevole della mia vita.Ripensandoci bene, in realtà era stato un anno in cui io mi ero annientata distruggendomi, dato che avevo tentato gradatamente di risollevarmi, fintanto che la depressione, gli psicofarmaci e gli psicologi m’avevano accompagnato e seguito costantemente, poi burberamente era nata in me una specie d’accettazione e di rassegnazione che mi faceva stare non bene, però ero tranquilla, in quanto ...
    l’avevo ben accolta e sopportata in maniera consona, solamente che in conclusione mi ero chiusa in un mondo tutto mio, giacché non vedevo più nessuno, passavo molto tempo da sola dedicandomi e interessandomi in ultimo completamente ai miei figli. Io come donna non ero più presente, non esistevo quasi più, perché in quello sgradevole periodo ero entrata nel mondo delle “chat” e per questo motivo era nato così per me un inedito diversivo, uno svago che mi faceva un po’ di compagnia perché impiegavo in questo modo il mio tempo, dal momento che dovevo attraversare cercando di superare pomeriggi interminabili quando i miei figli uscivano con il loro padre.Matteo apparve entrando nella mia vita in un pomeriggio di dicembre, peraltro freddo, piovoso e alquanto triste. La sua finestrella sbucò sul monitor del mio PC con un soprannome amorevole e un po’ intrigante, per il fatto che quest’appellativo aveva immediatamente attratto la mia attenzione, dal momento che io avevo brillantemente risposto al suo inatteso invito. Conversando però, io m’accorgevo che Matteo era accattivante, intrigante, soave, gentile e simpatico, anzi, era proprio il coniugarsi di dolcezza, di gentilezza e d’intrigo che m’aveva colpito di lui, sì, perché Matteo era molto avvincente e m’incuriosiva. Di lui, infatti, mi era piaciuto il gioco e subito io mi ero lasciata prendere facendomi condurre, poiché mi riportò in territori dimenticati di diletto, di distrazione e di piacere, che ormai per me erano diventati ...
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