1. April


    Data: 25/11/2017, Categorie: Dominazione, Autoerotismo, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Suono il campanello, nonostante il cancello aperto. Non conosco i padroni di casa e mi sembra imbarazzante entrare così, senza invito. Mi risponde velocemente una voce femminile.«Ciao, sei qui per le ripetizioni?»«Si signora, sono…» ma non faccio in tempo a finire la frase che sento il meccanismo del cancello scattare, inutilmente.Avanzo nel vialetto a piedi, fino a raggiungere la porta di casa tua. C’è tua made sulla soglia che mi aspetta impaziente.«Su su!» mi incita «entra, mia figlia è di sopra a prepararsi. Io devo scappare, torno per sera. Le ho già dato i soldi che deve darti, mi raccomando falla studiare sodo»«Non si preoccupi, farò tutto il…» ma di nuovo non riesco a finire di parlare. La porta si richiude davanti ai miei occhi, lasciandomi solo nel piccolo ingresso.È molto caldo, le finestre sono aperte e un vento afoso scorre nel salotto muovendo le tende bianche. Mi guardo intorno e mi siedo al tavolo della sala, sistemando foglie e quaderni di matematica aspettandoti.Non so neanche che faccia hai, mi ha solo contattato tua madre per telefono chiedendomi ripetizioni per la figlia. Speriamo solo tu sia ubbidiente.D’un tratto un rumore mi fa girare la testa: dalle scale alle mie spalle ti vedo scendere, indossando un corto gonnellino giallo e una maglietta bianca. Mi saluti fin troppo sorridente, per una che deve studiare matematica, e ti siedi a fianco a me.Comincio a spiegarti la lezione cercando di non fissare il tuo enorme seno che sembra quasi seguirmi ...
    continuando ad appoggiarsi al tavolo, straripando dalla maglietta fin troppo sottile.Ogni volta che cerco una formula sul libro mi sembra di avere i tuoi occhi addosso, indagatori.Ti alzi, avvicinandoti alle mie spalle per vedere meglio il libro.«Non ho capito, è questa formula o quella là?»Ti avvicini fin troppo, sento il tuo seno sul mio braccio. Lo sposto fingendo noncuranza, ma a quanto pare il libro si è allontanato e sporgendoti ancora per vedere meglio lo riappoggi. Resto immobile, aspettando tu abbia letto quella maledetta riga e sia tornata al tuo posto.L’erezione nei miei pantaloni spinge contro il bottone e mi fa un male cane, ma non posso certo ravanarmi il cazzo davanti a te. Per fortuna mi offri da bere e sparisci momentaneamente in cucina, permettendomi di spostarlo. Ora sbuca appena dai pantaloni, mimetizzato alla bene e meglio dalla maglietta. Tanto prima o poi tornerà al suo posto e non me ne preoccupo.Torni con una caraffa d’acqua, ma c’è qualcosa che non va.Il tuo seno rimbalza ad ogni passo, molto più di prima. E dalla maglietta mi sembra quasi di scorgere la forma dei tuoi capezzoli.Puoi esserti tolta il reggiseno in cucina?No, sicuramente no. Forse non l’avevi prima, forse ce l’hai ora ma non posso assicurarmene perché continui a guardarmi negli occhi, chiedendomi se ho sete.Dio cristo sì, ho la bocca impastata e sento fin troppo caldo. Sarà l’estate.Continuiamo a studiare, ti faccio provare qualche esercizio. Mentre ti occupi delle equazioni, fingo di cercare ...
«1234»