1. Storia di una ragazza qualunque - 5° capitolo - La dirigente


    Data: 28/11/2017, Categorie: Trio, Saffico, Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Finalmente era arrivato il concorso interno per entrare nella scuola della scientifica, il mio grande sogno sin dal primo giorno in cui mi ero arruolata in polizia.Una volta finito di compilare il modulo mi resi conto che dovevo trovare una 'spinta', per non finire in graduatoria, dietro ai soliti raccomandati buoni a nulla.La persona che aveva 'appoggiato' la mia domanda d'ammissione era morta da poco e le mie conoscenze erano quelle del commissariato e nulla più.Certamente il commissario sapeva come farmi entrare in quella scuola, ma non sapevo come arrivare a lui in maniera seria. Se mi presentavo con la domanda da lui non mi avrebbe negato a parole il suo appoggio, ma non credo che poi sarebbe passato ai fatti.Parlai di questo mio problema con la mia collega Isabella, una delle poche di cui mi fidassi e la sua risposta mi lasciò alquanto interdetta."Se hai fegato rivolgiti alla Vinelli, quel che dice quella per il capo è legge.""Ma non è la stronza che si occupa anche del personale ?" le chiesi per averne conferma."Più che stronza direi puttana proprio ! Per me quella ha fatto carriera solo aprendo le cosce, ma ti ripeto se ti appoggia lei, sei già dentro."Non mi rimase così che presentarmi al suo ufficio con la mia domanda in mano, cosa che feci con qualche titubanza vista la sua nomea.Lei mi accolse freddamente, lesse il modulo prestampato, quindi mi guardò dritta negli occhi."Anna sia sincera, lei mi chiama la puttana che veste Armani, o ha qualche nomignolo di sua ...
    creazione ?" mi chiese lasciandomi di sasso."Veramente mi limito ad un poco originale, stronza." le risposi pentendomi immediatamente della mia sincerità."Vedo che almeno non racconti palle, ora dimmi perché dovrei farti entrare nella scientifica."Le raccontai dei miei studi e dei sogni che tenevo nel cassetto, lei mi guardava sorridendo a volte, pur rimanendo sempre molto concertata sulle mie parole."Sai giocare a biliardo, intendo con le stecche ?" mi chiese alla fine."Un po' perché ?""Bene stasera verrai a casa mia, e avrai due possibilità per ottenere la mia raccomandazione, la prima è battermi." mi spiegò alzandosi dalla poltrona."E la seconda ?""Prova ad indovinare."La sua mano sfiorò il mio seno con un gesto inequivocabile prima che andasse a aprire la porta."Questo è il mio indirizzo, ti aspetto alle nove." mi disse dandomi un bigliettino da visita mentre uscivo sbigottita dal suo ufficio.Sicuramente se aveva un tavolo da biliardo in casa, doveva anche esser una gran giocatrice, mentre io mi ero sempre limitata alle partite coi colleghi, anche se non era mia abitudine fare brutte figure.Quindi avrei dovuto per forza cedere al suo ricatto sessuale, se non volevo dimenticarmi la mia tanto agognata scuola di specializzazione.Mentre mi recavo alla mia macchina incontrai Isabella, alla quale non ebbi il coraggio di raccontare com'era andato il mio incontro con la Vinelli, rimanendo sul vago.Dissi invece tutto a mamma, la quale non ci pensò su neanche un attimo.“Senti figlia ...
«1234...9»