1. Ricordando...


    Data: 29/11/2017, Categorie: Incesti, Cuckold, Orge, Saffico, Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Capitolo 1 - Pioggia Ho fermato il tergicristalli e aspetto; i vetri si stanno appannando, mentre nuove gocce sembrano allargarsi di colpo sul parabrezza bagnato per poi colare in rivoli sul vetro, verso il basso. Il motore è spento e sento il vago, lento ticchettio del radiatore che si raffredda, credo. Ho voluto spegnere la radio ed adesso aspetto, mentre l'ultimo chiarore del giorno svanisce, che arrivino all'appuntamento. Dal vagare della mia mente, emerge l'immagine di un sorriso: è il suo sorriso e in un istante lo rivedo qui, vicino a me, ora, quasi fisicamente.. e invece son passato quasi cinque anni... Me lo rivedo, giovane, alto e magro, coi capelli ricci lunghi e gli occhi frenetici, sempre pronti a scrutare in ogni angolo, ad abbeverarsi di qualsiasi forma o movimento. Era anche un po' goffo e poi, qualunque cosa facesse, dava sempre l'idea di esser pronto a schizzar via per affrontare altre nuove cose. Però era dolce, tenero, affettuoso e da quella volta che lo avevo conosciuto, mentre inciampava passando e mi faceva cadere di mano il bicchiere in quella discoteca, avevo a poco a poco capito che avrebbe potuto essere il mio compagno ideale. Quella sera eravamo entrambi in quella fase della vita tra i venti ed i venticinque anni, dove entrambi avevamo cominciato a imparare qualcosa della vita e tentare di progettare il nostro posto nel mondo ed entrambi, sopratutto, sopravvalutavamo la quantità e l'importanza delle poche cose che avevamo cominciato a capire. ...
    Quella sera, prima di uscire per andare in quella discoteca, avevo avuto una pesante discussione con mia madre, che per non urlare e quindi non coinvolgere mio padre, mi aveva sibilato quanto avesse “sentito dire” su di me e quanto, in estrema sintesi, mi disprezzasse per la mia evidente attrazione per il cazzo... o, per essere più precisi, per i cazzi, al plurale... Cosa ci potevo fare? Mi piaceva essere corteggiata, vedere il lampo del desiderio negli occhi degli uomini, sentire le loro mani prima sfiorarmi e poi stringermi; i loro fiati, prima sul collo e poi a mischiarsi col mio. E poi invariabilmente prendevano la mia mano e la pilotavano lì a... valutare il loro orgoglio virile; molti erano di dimensioni francamente imbarazzanti e contavano sul fatto che, per la mia giovane età, non avessi ancora avuto modo di di capire ed apprezzare la differenza tra un cosinobuffo ed un VERO cazzo. Quella sera, mentre uscivo, sentii mia madre sibilarmi dietro, con cattiva disperazione: «Se si sparge la voce che sei una zoccoletta, non troverai mai un uomo disposto a sposarti!», come se il convolare a nozze rappresentasse il mio scopo nella vita! E poi, tempo un paio d'ore, inciampo in Giorgio, coi suoi occhi frenetici, con la sua mente acuta, coi suoi modi garbati. Mi ero trovata ad uscirci per un po', tanto per avere un “fidanzato” che mi venisse a prendere a casa e che fosse presentabile a mia madre, che mi guardava sempre con occhi accoratamente severi. Inaspettatamente, si dimostrò un ...
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