1. Mamma cagna


    Data: 29/11/2017, Categorie: Zoofilia, Autore: fiumara, Fonte: EroticiRacconti

    Posò iltelefono accanto a sé. “Tuo padre è appena ripartito.” Disse, tornando ad allargarsi la fica, per permettere a Buck di leccarla più in profondità. “Sta tornando con un ospite: speriamo non sia un altro bigotto benpensante, come quello di qualche tempo fa!” continuò, mentre il cane leccava, ingordo, i suoi umori. Io, seduto poco discosto, continuavo a segarmi lentamente, ammirandola. Sapevo che non avrei potuto contare su di lei: quando decideva di far sesso coi suoi cani, desiderava solo loro. Ma era comunque bello guardarla godere, un vero spettacolo. E Buck e Arval sapevano farla godere. Difatti aveva già preso a dimenarsi e a gemere di piacere, mentre il cane la leccava come un forsennato. Arval continuava a muoversi ntorno a loro, visibilmente eccitato, ma pazientemente in attesa del suo turno: sapeva che sarebbe arrivato, che la sua padrona non lo avrebbe deluso, così come lei sapeva che loro avrebbero appagato ogni suo desiderio, ogni sua voglia e che, alla fine, le avrebbero donato tutto il loro seme, di cui lei era maledettamente ghiotta. Buck lasciò al suo compagno l’onere di continuare: la fica di mia madre grondava umori e bava di cane. Ora i suoi lamenti erano grida levate al soffitto e i suoi movimenti si erano fatti più visibili. Si gettò a terra, alla pecorina, finendo di togliersi di dosso quella piccola vestaglia che indossava. “Aiutali tu, ma solo se ne hanno bisogno|!” mi comandò, mentre già Buck era sopra di lei. Con l’esperienza che aveva ...
    accumulato non ebbe bisogno di nessun aiuto e la penetrò in un baleno. Il suo cazzo rosso spiccava tra le cosce di mia madre, mentre la fotteva; la mia mano scivolava lentamente, segandomi: facevo attenzione ad ogni segnale che arrivava dal mio corpo. Non volevo raggiungere lorgasmo, volevo godere di lei, del suo corpo animalescamente congiunto ad un cane. Buck guaì: adorava scopare mia madre, era la sua cagna preferita. Una volta che le era stata offerta una cagnetta in calore, lui aveva comunque preferito mia madre. Ed anche lei lo adorava. Si staccò da lei, non senza qualche difficoltà, dovuta all’ingrossamento del nodo, lasciando scivolare fuori dalla sua fica un ruscello di sperma, che lei raccolse con la mano, per portarselo alla bocca. Quindi si voltò verso Arval. “Qui, bello, dai!” Lui si distese con la pancia all’insù, mostrando il cazzo già del tutto sguainato. Mia madre non si fece pregare: avvicinò le labbra e prese a baciarlo dolcemente, quindi a leccarlo in tutta la sua lunghezza ed infine se lo fece scivolare in bocca. Io sentivo la sborrata ormai montare dentro di me, nonostante provassi ancora a ritardarla; lei mi guardava lasciva. Che meravigliosa zoccola mi era toccata per madre! Insisteva a succhiare il cazzo di Arval, massaggiandogli contemporaneamente i coglioni, fino a che , dimenando le zampe, il giovane amico non raggiunse l’orgasmo, riversandogli in bocca il suo seme. Solo una piccolissima goccia le scappò fuori dalle labbra, che lei, prontamente recuperò con ...
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