1. infanzia e gioventù


    Data: 30/11/2017, Categorie: Prime esperienze, Autore: nikole, Fonte: Annunci69

    Mi chiamo Nikole (naturalmente è un nik-name) Nikole Sono qui a raccontare un po’ di me, molti mi chiedono quando, come e perché di questa mia passione, potremmo dire che è sempre stata nel mio “io” anche se non me ne rendevo conto o non volevo accettare questa situazione. Il tutto ha inizio quando ero molto piccolo (8-9 anni), facevo parte di una famiglia composta da madre padre e tre sorelle di cui una di quasi 7 anni più grande di me, gia da questo si può intuire che l’influenza femminile era notevole. Stavo sempre insieme al mio amichetto del cuore, lo chiamerò Enzo,passavamo gran parte della giornata a giocare, giochi da bambino, casti e innocui poi non so e non ricordo chi di noi due propose di giocare al dottore e all’ammalato, come nuovo gioco fummo entusiasti di farlo anche per rompere la monotonia dei soliti giochi (o era una scusa), ogni volta che ci potevamo appartare o rimanevamo soli in casa dell’uno o dell’altro (abitavamo uno sopra l’altro) praticavamo questo “gioco”, ci scambiavamo i ruoli di volta in volta, anche se a me piaceva di più fare l’ammalata, e per come capisco adesso, credo che a lui piacesse di più fare il dottore, mi alzava la maglietta e cominciava ad auscultarmi il petto, mi faceva voltare e mi auscultava le spalle facendomi dire “33”, mi faceva aprire la bocca per guardarmi la lingua, mi palpeggiava le cosce (indossavo pantaloncini cortissimi e stretti) e le natiche, alla fine mi diceva che non stavo molto bene e che avevo bisogno di essere ...
    curato, e avevo bisogno di fare delle siringhe e di mettere delle supposte, cosa che avrebbe provveduto lui stesso a fare, e mentre lo diceva cercava di abbassarmi i pantaloncini, io resistetti un po’ , mi vergognavo, non mi ero mai spogliato completamente davanti a nessuno, poi mi convinse, dicendo che era un gioco, mi abbassai i pantaloni e le mutandine, sdraiato a pancia sotto fece finta di farmi una siringa, e con un dito mi toccò il buco del culo fingendo di mettermi una supposta, appena mi toccava il culo, ricordo bene, mi veniva duro e anche lui si vedeva che era eccitato, praticavamo questo gioco almeno due tre volte la settimana e col passare delle settimana e dei mesi diventavamo sempre più audaci, appena soli ci spogliavamo e cominciavamo a giocare, le dita si facevano sempre più intraprendenti, incominciavano a fare capolino dentro il buco del culo, incominciavamo anche a strusciare il cazzo sulle natiche e ad appoggiarlo al buco del culo; continuammo questo gioco per parecchio tempo, poi ci fu un periodo di allontanamento, un po’ perché diventati più grandi, subentrò un po’ di vergogna, e un po’ per la scuola, iniziavo la scuola media. Iniziò un periodo bello e travagliato, mia sorella più grande, insieme alle sue amiche camminavano per casa mezze nude (solo con mutandine e reggiseno e spesso neanche quest’ultimo, con minigonna mozzafiato che lasciava vedere l’attaccatura del reggicalze),stavano sempre a coscie aperte e incuranti di me (mi ritenevano un bambino e ...
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