1. Mariti Gelosi


    Data: 30/11/2017, Categorie: Trio, Cuckold, Gay / Bisex, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    ciò che la morale etichettava come giusto o sbagliato piuttosto che ciò che gli piaceva: era tipico, specie nei maschi italiani, usciti dall’asilo delle orsoline e col mito del macho anni ’80. Gli dissi che doveva far sue tutte le emozioni dapprima cercando l’intesa con lo sguardo, l’udito, l’olfatto e poi cercarli nel tatto e nel gusto. Doveva abbandonare i cinque sensi tutti al suo eros e abbracciare in toto quello della partner.Bevvi lentamente dal mio calice fissandolo negli occhi. Provò a distogliere lo sguardo ma un mio gemito di disapprovazione riportò i suoi occhioni scuri su di me. “Ma cosa dovrei fare, più precisamente?” mi chiese intimorito. “Dopo aver gustato con lei una pietanza o un buon bicchiere – spiegavo – falla stendere sul divano e inizia a massaggiare morbidamente le spalle.” Lo feci con lui. S’irrigidì e dissi con autorità: “Sia ben chiaro: fermami solo esclusivamente se ti provoco un reale fastidio, non se solo pensi che non ti piaccia o non sia buono. Fidati e asseconda i tuoi veri istinti!” Gli massaggiai bene la cervicale e potei notare il suo volto visibilmente disteso. Misi la mano sotto di lui, tra petto e divano, e iniziai a sbottonargli la camicia. S’irrigidì ancora. “E ora che fastidio hai?” chiesi inasprito. “Nulla scusa…è che è tutto nuovo per me!” confessò timidamente. “E allora fidati di me!” conclusi secco. Gli tolsi la camicia e iniziai a passargli le mani su tutta la schiena. “Se poi vuoi fare un buon lavoro – aggiunsi – dovresti usare ...
    un olio per massaggi, per aiutarti un po’!” “Nell’armadietto del bagno c’è quello che usa mia moglie dopo la ceretta…” mi suggerì in un fil di voce. In men che non si dica avevo in mano una bottiglietta di olio Johnson e glielo stavo spalmando sulle spalle. Continuai a frizionare, sensuale ed energico: dovevo trasmettergli passione ed eccitazione. Passai al lombare e dopo averlo fatto rilassare misi una mano sull’addome per sostenerlo e infilai qualche falange dentro la cintura, sul pube. S’irrigidì ancora. “Non ti piace?” chiesi solenne ed autoritario… “In realtà è bellissimo! Scusa, mi sciolgo!” Con una mano gli massaggiavo i lombi e con l’altra pube e pancia. Gli sganciai cintura e bottone, quindi abbassai la zip e sfilai i jeans lasciandolo in mutande prima che lui potesse realizzare. “Cos’è, t’imbarazza?” chiesi ancora severo. “Ma, ma…” fu la sola cosa che riuscì a dire! “Lasciami fare, lasciati possedere dal piacere e interrompimi solo esclusivamente se non ti piace o ti crea fastidio” ribadii. Iniziai a massaggiargli le piante dei piedi, quindi salii alle caviglie e poi i polpacci. Passai a frizionare il bicipite femorale e l’interno coscia. Notai che qualcosa si stava gonfiando sul davanti. Gli toccai le natiche ma mi lasciò fare. Lo feci girare supino. Fece un po’ di resistenza, ma bastò che lo fissassi con autorità ed obbedì senza indugio. Iniziai con le cosce, poi salii fino all’inguine. Notai una strana espressione sul suo volto, quasi d’imbarazzo e poi m’accorsi ...