1. Signorina, può venire nel mio ufficio?


    Data: 30/11/2017, Categorie: dominazione, Autore: Carol, Fonte: EroticiRacconti

    Ancora poche battute e la pratica Battisti poteva considerarsi archiviata. Cercai la data mancante sulla scheda poggiata al fianco del pc…19/04/1958. Inspirai profondamente chiudendo gli occhi. “Ok…cominciamo” mi sussurrai. Poggiai i polpastrelli alla tastiera ed iniziai a digitare: 19/02/1956. Poi premetti il tasto “Invio” e rimasi in attesa. Passarono 20 minuti prima che il telefono squillò: -Pronto… -Signorina, può venire nel mio ufficio? Subito…per cortesia. -Certamente. Arrivo. Ansia ed eccitazione cominciarono a farsi strada dentro di me, sgomitando per avere il sopravvento l’ una sull’altra. Mi alzai di scatto dalla sedia e mi avviai lungo il corridoio; quando fui davanti al suo ufficio temporeggiai un attimo, poi vidi le mie nocche bussare sulla massiccia porta in frassino. Era incredibile come spesso il mio corpo fosse in grado di dissociarsi completamente dalla mia mente. -Avanti. Spinsi la porta un po’ timorosa. -Prego signorina…entri pure e chiuda bene la porta. Feci come diceva, poi mi avvicinai alla scrivania. Stavo per sedermi quando mi bloccò. -No signorina…non occorre che si sieda, non ci metterò molto, ho un appuntamento tra 15 minuti. Rimasi immobile, irrigidita, con le braccia che scendevano lungo i fianchi. Sapevo cosa avrebbe detto. -Signorina, mi dispiace…lei è qui da un tempo sufficientemente lungo da non concederle più il lusso di commettere certi errori…-il tono era leggermente alterato. Detto questo prese un foglio appena uscito dalla stampante e me ...
    lo sbattè davanti al viso, così vicino da non riuscire nemmeno a leggerlo. Me lo sventolò rabbiosamente davanti agli occhi. Smisi di respirare. -Guardi…guardi qui…cosa vede scritto? Strizzai un attimo gli occhi e la voce mi uscì incerta e tentennante: -Dic..cc.ciannove febbraio millen..nn..novecentoc …cc…cinquantasei. Tornò dietro la scrivania e sbattè forte il foglio sul piano di legno. -Appunto! La data corretta era 19 aprile 1958! Signorina…l’ avviso…non tollero più certi errori. Abbassai lo sguardo intimidita, ma in trepida attesa. Serrai forte le gambe strofinando furtivamente le cosce una contro l’ altra, il respiro cambiò ritmo. -In ginocchio…!!! La sua voce uscì tuonante. Mi fece rabbrividire. -Anzi…aspetti. Mi bloccai a mezz’ aria. Mi rimisi in piedi. Mi raggiunse alle spalle e si posizionò dietro di me. Sentii il suo respiro sul collo e il viso affondare tra i capelli. Le sue braccia si allungarono. Raccolse i miei seni tra le mani, me li massaggiò da sopra il maglioncino. I capezzoli si irrigidirono immediatamente bucando la morbida trama del maglione e fuoriuscendo vittoriosi. Inarcai la schiena per spingerli ancora di più perché se ne accorgesse. Mi sollevò lentamente le braccia e mi sfilò il maglione. I seni svettarono come due montagne con in cima due capezzoli esageratamente gonfi e turgidi. Mi prese una mano e si portò il mio dito indice alla bocca. Sentii la sua lingua morbida e calda roteare intorno al mio dito. Poi, guidato dalla sua mano, il polpastrello ...
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