1. Libera professionista si confessa


    Data: 01/12/2017, Categorie: Etero, Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Sono più o meno le 22:45 quando, dopo una estenuante giornata di lavoro densa di incontri, riunioni, mani da stringere e firme da mettere finalmente esco dalla doccia bollente e decisamente rigenerante che mi sono concessa. Poggio i piedi sul tappetio di spugna che abbraccia idealmente l'uscita dal piatto doccia. L'aria più fredda del bagno mi avvolge mentre il vapore si dirada in una nebbiolina tiepida che già mi abbandona. Prendo l'accappatoio bianco che ho sistemato sul termosifone per trovarlo più caldo e mi lascio accogliere dal suo tepore e dalla sua morbidezza. Abbasso lo sguardo a seguirne il panneggiare sul mio corpo... e trovo che la sua lunghezza, di sicuro giusta per un gioco di seduzione intimo, ora non è proprio la più indicata visto che mi lascia più di mezza coscia di fuori. Dovrei sempre ricordare in queste trasferte di portare anche accessori comodi e funzionali. Proprio come le ciabattine col tacco - certo basso - non proprio funzionali quando si esce alla doccia. Sorrido. Sorrido perchè mi riscorpo a dirmi "Dovrei", accettando già solo per questo di avere in mente altre, magari tante altre, serate di questo tipo. Mi siedo sullo sgabellino che è sulla mia destra, proprio vicino al radiatore di questo bel bagno arredato con gusto e classe, seppur nel suo stile minimal. Mi siedo, accavallo le gambe e comincio a frizionare cosce, polpacci e piedi per ascigare tutto. Lo smalto e la pedicure tengono bene. Me ne compiaccio un po' prima di ricordare che sono ...
    stata dall'estetista solo ieri pomeriggio... e che davvero sarebe un delitto vedere l'opera rovinata già oggi. Uno sguardo, uno solo ancora all'orologio: le 22:48. Se sarà puntuale come ha detto e promesso, sentirò bussare alla porta tra dodici minuti. Un'eternità oppure un soffio. Così mi scoprii a pensare la prima volta, dicendomi anche che la mia era solo ansia appunto della prima volta. Sono felice di dover ammettere che mi sbagliavo: quell'ansia non è mai passata... e quei minuti, oggi dodici la prossima chissà, sono sempre un soffio ed assieme una eternità. Bene... vuol dire che non ho perso la voglia e il desiderio di quella prima volta! Mi chiedo se aprirgli in accappatoio corto sia una buona idea. Mi chiedo se questa volta sarà meglio delle due precedenti - decisamente annoverabili tra le più scialbe della mia personale esperienza. Mi scopro a chiedermi se guardarlo, scoprirne l'aspetto, oggi mi darà qualche sensazione in più o se ancora, come sempre finora, quel che mi interesserà saranno solo e soltanto i suoi desideri e le sue voglie. Spingo un po la porta. Guardo la valigia sotto il letto chiedendomi se non ho voglia magari di indossare qualcuna delle autoreggenti che ho portato, quel reggicalze che tanto ha scritto lo fa impazzire. Certo, dev'essere eccitante scoprire l'oggetto del tuo piacere in trepidante attesa dietro la porta con indosso solo un reggicalze, le autoreggenti in coordinato ed un paio di ciabattine sexy con il tacchetto che slancia solo un po'. ...
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