1. L'INSEGNANTE DI EDUCAZIONE FISICA


    Data: 02/12/2017, Categorie: Prime esperienze, Autore: Intrigo888, Fonte: Annunci69

    Ero al quinto anno di liceo e, da poco maggiorenne, mi sembrava di avere tutto il mondo ai miei piedi: sono fortunatamente sempre stato molto carino, avevo una bellissima fidanzata ignara degli infiniti tradimenti adolescenziali, giocavo a pallone a ottimi livelli e il mio carattere estroverso faceva sì che avessi parecchi amici con cui condividere sia le ore di lezione, sia il tempo libero. Proprio in quell'anno la scuola, su iniziativa di un'insegnante di educazione fisica, decise di formare una squadra di calcio e di iscriverla a un torneo fra istituti superiori per la gioia dei tanti studenti patiti di calcio che frequentavano il liceo. Inutile dire che la professoressa divenne l'idolo di noi maschietti soprattutto per questo motivo ma, in realtà, aveva già un'ottima reputazione fra noi grazie ad altro. Non pensate subito male, mi spiego. Monica teneva a farsi chiamare per nome da tutti i suoi alunni: la materia, educazione fisica, le dava modo di essere presa un po' meno sul serio dagli allievi, cosa che evidentemente la metteva a suo agio. Sin dai suoi primi giorni in quel liceo strinse una bella amicizia con molti dei suoi studenti, rivelandosi anche un'abile alleata fra bigiate, ore buche e ritardi vari. Monica non era la mia professoressa, insegnava infatti nell'altra sezione, ma fin da subito si creò un buon dialogo fra noi essendo io stato indicato da molti come il più meritevole per svolgere il ruolo di capitano della squadra. In poco tempo i nostri fugaci ...
    incontri durante le ore di lezione per creare la rosa del nostro team, studiare le date degli allenamenti e analizzare gli aspetti logistici della cosa, divennero molto frequenti fino a che, finalmente, giocammo la prima amichevole. Sino a quel momento non avevo mai guardato Monica con occhi interessati, nonostante sin da più piccolino abbia sempre apprezzato il fascino della donna più grande. Aveva un caschetto biondo cenere, Monica, aveva 42 anni, non era bellissima ma con un viso dai lineamenti dolci e un sorriso fanciullesco e spontaneo. Seppi qualche tempo dopo che suo marito lavorava parecchio fuori città e toccava a lei crescere il loro bimbo, nato pochissimi anni prima. Fisicamente? E chi poteva dirlo: insegnante di educazione fisica, era perennemente in tuta da ginnastica. Terminata quella prima partita rimasi, come di consueto, un'infinità di tempo sotto la doccia, mano a mano che i miei compagni, di scuola e temporaneamente di squadra, salutavano e andavano via. Il vizio di restare minuti interminabili sotto lo scroscio dell'acqua lo mantenni per diversi anni e anche in quell'occasione non fui da meno. Pensavo di essere rimasto solo, quando bussarono alla porta dello spogliatoio e sentii una voce dirmi: "Federico dai, fra poco arriva il guardiano che deve chiudere". Era la voce di Monica, impossibile sbagliare, e nello stesso momento in cui ascoltavo quelle parole la mia mente iniziava già a correre veloce. Istintivamente mi venne da rispondere, salvo poi zittirmi e ...
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