1. Viaggio in treno


    Data: 02/12/2017, Categorie: trans, Autore: Base, Fonte: EroticiRacconti

    VIAGGIO IN TRENO Sono di ritorno da un viaggio di lavoro all’estero. È andato tutto bene: si è giunti ad un accordo che soddisfa entrambe le parti. Purtroppo ci è voluto parecchio tempo per trovare un compromesso, le trattative si sono prolungate in misura notevole; e infatti ho dovuto fermarmi un giorno più del previsto. Tutto ciò ha avuto come conseguenza l’annullamento del volo previsto per il ritorno. A complicare ulteriormente le cose ci si è messo il fatto di non riuscire a trovare un altro aereo per tornare indietro. Ho dovuto quindi ripiegare sul treno. Sono riuscita a prenotare una cuccetta sul primo convoglio utile per tornare a casa. Mi ci vorrà un giorno intero di viaggio, ma almeno riesco a rientrare quasi subito. Anzi, se proprio devo essere sincera preferisco viaggiare in treno che in aereo. Hai meno vincoli di orario, puoi goderti il paesaggio scorrere al di là del finestrino, puoi sgranchirti le gambe senza problemi: insomma, ti gusti di più il viaggio. Sono vestita col mio look da “donna in carriera”: tailleur nero, camicia bianca, collant testa di moro, scarpe col tacco nere. L’unica libertà che mi concedo è nella lunghezza della gonna: decisamente corta. A volte far vedere un bel paio di gambe aiuta. Mi sono pure portata qualcosa da leggere e un po’ di musica da ascoltare per passare il tempo. Noto però quasi subito dopo la partenza che l’uomo davanti a me sta leggendo un libro in italiano. Credo sia l’unico del vagone, anche perché siamo ben al di là ...
    delle Alpi. Ho detto “uomo” ma in realtà dovrei dire “ragazzo” perché si vede benissimo che è ancora molto giovane. Vent’anni circa, alto, magro, ovale del viso allungato, capelli castani scuri e ricci, occhi dello stesso colore, un accenno di barba. È un bel ragazzo, non c’è che dire. Ha il classico abbigliamento da studente universitario: felpa, maglietta, jeans, scarpe da ginnastica e uno zaino liso e usato come non mai. Guardo meglio la copertina. Si tratta di un romanzo di Erri De Luca. Uno dei miei autori preferiti. Mi viene spontaneo attaccare bottone. “Bel libro. L’avevo letto anni fa e mi era piaciuto parecchio”. Lui alza lo sguardo sorpreso. Evidentemente non si aspettava quest’interruzione da una perfetta estranea. “È la prima volta che leggo un libro di Erri De Luca”. “E come ti sembra?” “È strano. A volte è difficile da seguire”. “In effetti ha uno stile abbastanza particolare. Però è affascinante. Anzi, è evocativo”. “Ecco, ha scelto proprio il termine esatto: evocativo”. “Ma ti piace?” “Sì, mi sta piacendo. Sono arrivato a metà e mi sta coinvolgendo sempre di più”. “Io ho letto parecchi suoi libri. È uno degli scrittori che preferisco”. “E quale altro romanzo mi consiglierebbe, quando avrò finito questo?” “Non l’hai nemmeno finito e già pensi al successivo?” “È una cosa che faccio spesso: essere impegnato nel fare una cosa e intanto avere la mente già al dopo. A lei non capita mai?” “Sì, a volte. A proposito, dammi pure del tu. Non sono molto più grande di te!” “Va ...
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